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Hanno scritto di Satisfiction: quotidiani

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Commenti

Stefano

Un flash delizioso e profondo.
Mi piace molto Giovanna Giolla, sia nel breve che nel suo romanzo: Vermi.
Sempre Giovanna mi ha parlato del tuo blog, caro Gian Paolo, che trovo ricco e particolare.
Mi stupisce ogni volta che lo apro e lo leggo.
E anche se non commento, mi segno i titoli dei libri di cui parli.
Con Stima, Stefano.
PS: questa è la seconda volta che posto, spero che il commento rimanga.

Miz

L'ho letto più volte e più volte ho sentito l'emozione delle parole, come se in realtà le stessi ascoltando. Intenso il racconto, interessante il blog che lo contiene, brava Giovanna, come sempre.

carlotta

Giovanna è magnifica. Questo transito vibra di malinconia e notevole arte.
Complimente a lei e al blog che ospita questo suo testo.
con stima.

Nunzio Festa

caro Gian Paolo,
sono proprio felice che tu abbia messo dentro Satisfiction questo Transito,

che in questo racconto di Giovanna Giolla si sente il profumo della creazione artistica.
la gentile crudeltà delle invenzioni di Giovanna sanno di zucchero, e sei dove le statue del Duomo le vedi camminare, andare dentro la sua stessa lingua fino a un finale che deve per forza soffiarti nelle orecchie. Grazie dolcissima Giovanna, Carezze a Monserrat
e un abbraccio a te Serino (come di solito ti chiamano...)

b!

Nunzio Festa

Leonardo Moro

Delizioso racconto di Giovanna Giolla. Malinconico e profondo.
Passaggio magnifico:
"Vivere non è parlare. Ma parlando con qualcuno che ci capisce, si rinasce".

nico

giovanna è una macchina, nel senso che scrive e crea sempre piccole gioie. piccole opere,anche se brevi, ti lasciano un bel senso di soddisfazione.

Minia

Adoro questa scrittrice.
I suoi lavori e il suo primo libro Vermi edizione Tea.
Questo transito è da scrivere sulla pelle.

pqr

Egregia penna l'arte della Giolla.

Ilariathequeen

"in una casa tagliata alla maniera che ti muovi come in un valzer, dove le bianchissime statue del Duomo le vedi da vicino e sembrano umane"
questa frase è bellissima.
Giovanna mi fai sentire come fossi metà di te stessa. per come senti le cose. per come siamo simili.
non è da tutti avere nostalgia (sentire dolore) per la perdita di una persona amica che ti sà ascoltare.
credo nelle più diverse forme d'amore.
questa è una di quelle.
e questo racconto è di una dolcezza assurda. che mi viene voglia di stringerti.

Tua Alice

Renzo Montagnoli

Delicato, quasi pudico,
un transito in punta di piedi, venato di poesia, non una parola di troppo, non una virgola fuori posto, un gioiellino.

Edoardo Giannini

Caro Serino,
ti e leggo e seguo sin da quando lavoravi per Pulp e per il Mucchio.
Ho continuato a seguirti perchè ti ho sempre stimato e apprezzato come un intellettuale fuori dal coro, un critico intelligente e coraggioso.
Ti seguo ancora (piuttosto impossibile non seguirti visto che sei ovunque) e ti seguo spesso su questo blog. Non ti ho mai scritto e credo di aver sbagliato. Ti avrei voluto ringraziare per i consigli e per i libri e gli autori che ho scoperto grazie ai tuoi articoli. L'animo umano però -si sa- è insondabile; e mi viene da scriverti adesso che invece ti seguo ma con meno interesse. Credo che la forza della tua critica stia scemando in modo direttamente proporzionale alla tua crescita di giornalista. Non ritrovo più da diverso tempo quel critico arrabbiato, a volte prepotente, che mi piaceva così tanto. Mi sembra che molto spesso sia tutto un cantarvela e suonarvela tra di voi. Vedi questo raccontino di giovanna giolla: carino per carità ma se non fosse stato pubblicato da Repubblica? Non sarebbe stato nulla di speciale. Non che abbia nulla contro giovanna giolla ma ecco credo che già soltanto l'anno scorso sia questo racconto che il suo libro l'avresti decurtato al macero.
Con la speranza di ritrovarti arrabbiato

con stima

Edoardo Giannini, Livorno
e.giannini@gmail.com

Nunzio Festa

penso che non l'abbia buttato al macero, perchè Vermi è un libro-Amore, superbo.

b!

Nunzio Festa

Gian Paolo Serino

caro edoardo, ti ringrazio per quanto scrivi e mi piace l'onestà di quanto affermi, anche se, chiaramente, non mi ritrovo molto.
Non credo, in soldoni,di essermi ammorbito.
Non faccio quello che vende ma vendo quello che faccio.
Tutto qui.
Per quanto riguarda il racconto di Giovanna Giolla ho sempre creduto che sia importante COSA e non CHI.
Il suo racconto mi è piaciutio, l'ho sentito "vicino" e ho deciso di metterlo on line.

Un caro saluto a Nunzio Festa e a Renzo Montagnoli: è sempre un piacere leggervi sia qui che sui vostri siti

Gian Paolo

Alex

Grande Giolla...
Per me è una meravigliosa Creatura, attraverso quello che leggo e che continuerò a leggere.
Alex

Leonardo Moro

Mr. Giannini Edoardo,
il suo commento mi ha spiazzato.E' riuscito a scrivere una quantità considerevole di stupidagini in un colpo solo.Complimenti.
E' vero che il caldo gioca brutti scherzi...però...
( "carino per carità, ma se non fosse stato pubblicato da Repubblica ?")Ma che significa ?
( "ma ecco credo che già soltanto l'anno scorso sia questo racconto che il suo libro l'avresti decurtato al macero")Ma che significa ?
Probabilmente,lei,non ha mai letto "Vermi".Per questo scrive cose prive di senso.
Cordialmente,
Leonardo Moro.

Elisabetta

Volontà stammi vicina...
non scappare.
Mi piace!
"Vermi" è nello zaino, parto domani.
Buone vacanze e saluti a Gian Paolo Serino e Giovanna Giolla.
Elisabetta

luCap

breve, veloce e nel profondo come sempre, giovanna! luCap

FK

Sono un po' sorpreso dell'opinione di Edoardo Giannini, non tanto per la sua opinione su questo racconto, ma piuttosto per il suo dispiacersi della mancanza della giusta "arrabbiatura" nei post di Serino.

Dico che mi sorprende, perchè anch'io nel mio piccolo scrivo in alcuni blog dove mi capita di fare un po' di critica. Sono blog assolutamente personali, senza fini di lucro e dove posso permettermi di parlare solo di ciò che mi pare come, almeno credo, sia anche per il blog qui presente.

Quasi tutti i fumetti, libri, film e quant'altro mi trovo a commentare, hanno solitamente giudizi positivi o quasi del tutto positivi. E' forse questa mancanza di senso critico? Direi di no. Più banalmente nel mondo complesso e pieno di impegni in cui viviamo, il tempo a disposizione è sempre poco e se bisogna scegliere tra usare questo tempo per parlare di qualcosa che ci ha colpito o di qualcosa che ci ha lasciato indifferenti o addirittura troviamo brutto, credo sia abbastanza normale propendere per la prima opzione e lasciare senza rimorsi a cadere nel dimenticatoio tutto il resto.

Faccio questa considerazione parlando di questo blog, visto che qui è stato inserito il commento. Certo quando il materiale da esaminare ci viene "imposto", come lavorando per una rivista o comunque su commissione allora ci si trova a scrivere di ciò che ci piace come di ciò che non ci piace. In questi contesti sicuramente si può misurare maggiormente la capacità di un critico di valorizzare chi lo merita e di stroncare con le giuste motivazione le opere meno riuscite.

Parlando invece del racconto di Giovanna Giolla, come dicevo l'opinione negativa sempre di Edoardo Giannini non mi sorprende particolarmente.

Personalmente apprezzo molto la spontanea semplicità di quest'autrice. Apprezzo il suo riuscire a mettere in luce con poche parole un mondo solo apparentemente banale, ma in realtà infinitamente complesso, che è quelle delle sensazioni e delle emozioni umane, evocate da situazioni quotidiane ma fortemente comunicative.

Inevitabile però che proprio questo approccio e la scelta di queste tematiche divida le opinioni dei lettori in modo abbastanza netto. Chi cerchi tematiche che sottolineino aspetti o problematiche socio-politiche o trame complesse e intricate o ancora un linguaggio magari più "ricercato" non metterà certo questo scritto in testa alla propria classifica.

D'altronde credo non sia questo il pubblico a cui l'autrice vuole parlare. La sua è una ricerca di un linguaggio semplice e minimale, comune e non ermetico, che possa esprimere con spontaneità la spontaneità delle emozioni. Sono queste emozioni in fondo il tema di quasi tutti i suoi racconti.

Odio i commenti prolissi e lo sono stato fin troppo, quindi saluto e scompaio. A presto.

FK

Nunzio Festa

un abbraccio ancora e nuovo ringraziamento a te, che hai creato e fai questo spazio che mi piace tantissimo, caro Gian Paolo

b!

Nunzio Festa

davide fent

Buonasera,
Caro Edoardo non fa onore all' intelligenza, Cultura, dignità, onestà di Gian Paolo il suo commento.
Giovanna Giolla ha scritto un Romanzo poetico sul viaggio e sull' Amore. La Vita è un grande viaggio, in Vermi c' è la Passione per la Vita e la curiosità, c' è l' elogio della fuga, in una poetica contemporanea senza eguali. Non è che Gian Paolo non sia più arrabbiato (e la rabbia fa male al Cuore) è sempre obbiettivo. Poi Giovanna scive racconti molto belli su La Repubblica, non vedo il male. Sà caro Edoardo poi rispetto ogni suo pensiero e opinione, ma mettere un pò di ossigeno nell' anidride carbonica della nostra Vita non sarebbe male. Sa io ho incominciato a leggere con Salgari, Verne e London e non ho più smesso e mai smetterò.
Stia sereno caro Edoardo...

E Cesare seduto nella pioggia sta aspettando da sei ore il suo amore ballerina...: sono versi di una vecchia, ormai vecchia, canzone che De Gregori intonava con la sua voce pensosa nei mitici, ormai mitici, anni Settanta; lo scroscio della pioggia faceva eco alle sue parole e sembrava di vederlo, Cesare, le spalle strette nel soprabito da adolescente, tremare e battere i denti mentre l'orologio segnava le sei del pomeriggio, e poi le sette, e poi mezzanotte. E solo allora Cesare si alzava, zuppo fin nel midollo e annichilito, e tornava a casa percorrendo le vie di una Torino grigia e fredda, lasciandosi alle spalle il sogno d'amore che per qualche tempo aveva rivestito i panni di Pucci, cantante di caffè concerto fidanzata all'uomo che l'aspettava, quella stessa sera, all'uscita opposta a quella dove Cesare stava consumando le sue speranze e la sua salute di liceale.
Fu così che Cesare Pavese, nella primavera del 1925, si ammalò di pleurite e dovette assentarsi tre mesi dalla seconda classe del liceo Massimo D'Azeglio, dove come professore d'italiano e latino aveva l'antifascista gobettiano Augusto Monti; un insegnante di cui, a leggerne ora il ritratto lasciato da un altro illustre studente, Massimo Mila, non si può far altro che rimpiangere di non averne avuti di simili, compiangendo nello stesso tempo tanti suoi colleghi dei tempi moderni: "quella scoperta dei classici che in genere si fa per conto proprio dieci, venti, trent'anni dopo la scuola, quando d'essere un arnese di scuola i classici, appunto, hanno cessato, Monti te la faceva far lì, seduta stante, con un insegnamento che ripristinava la vita in tutte quelle cose che la scuola tende a imbalsamare".

Bacie Abbracci
davide fent

binjip

abbiamo bisogno di leggerezza. di malinconie.
di queste.
giovanna adesso può piacere o meno. de gustibus.
il suo piccolo blog è segno che a una piccola moltitudine piace.
cosa ci piace? questa milano che esce dalle sue dita. questi suoi occhi con cui guarda.
crescerà ancora, si spera.
ci sono molte attese ma anche la tranquillità di chi sa che c'è. che una giovanna così esiste, se la gode, vive. un essere umano. una donna.
di quelle che vorresti far l'amore col loro cervello.
che bellezza sentire e leggere come ama, come descrive il suo sentire.
che bellezza sta Monse.

Francesca

Bellissimo, fresco.
Uno dei Transiti che mi fanno impazzire, per loro semplicità.
Francesca

maura

vermi è un gran romanzo.molto viscerale.
è tutto così sospeso, ma al contempo tangibile e accecante.
giovanna ha uno stile lucido e perturbante.

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