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Hanno scritto di Satisfiction: quotidiani

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Commenti

Gregory

ciao!

Gian Paolo Serino

AVVERTENZA E MODALITA' D'USO: LA PORTA, come indico sul finale, non è un romanzo dei più semplici. E' una telegrafista del dolore come Agotà Kristof.
Buona lettura!

giulio zucchini

La porta è stato un libro insospettabile. Mi ha sorpreso come potesse esibire, pagina dopo pagina, una sensibilità e un'attenzione unica nel coinvolgermi nella vita e nella psiche dei personaggi.
Personaggi tridimensionali. Forse troppo impegnativi per un lettore contemporaneo. E' forse per questo che è stato snobbato da critici e pubblico? L'insostenibile leggerezza del lettore?

giulio zucchini

mi piacerebbe avere una sua opinione riguardo a NON LASCIARMI di Kazuo Ishiguro. sul mio blog ho scritto qualche riga in proposito. La ringrazio. Giulio Zucchini

Gemma Gaetani

Chi fa poesia sa che, quasi sempre, soltanto negli ossimori c'è verità. Il concetto del "classico istantaneo" che enuncia Serino, e che non stonerebbe in una poesia di Volponi o Montale, ci informa di una verità (purtroppo). Quella che vuole che, diversamente da quanto speriamo in molti, per molti (altri) le vendite sono indice incontestabile di qualità anche letteraria.

Stefano

La Porta? In effetti non l'ho mai sentito nè visto.
Piacendomi l'idea di questo blog mi fido e vedrò di acquistare. Anche perchè Coetze mi è piaciuto molto. Idem per Walser.
Devo dire che seguirò con passione questa invenzione perchè la trovo uno smacco incredibile alla critica ufficiale fatta da un critico ufficiale (dal profilo vedo che Serino scrive per diversi giornali di spessore).
L'idea del rimborso è coraggiosa ma io non avrei mai il coraggio di chiedere a chi così spassionatamente si lancia in prima linea.
Stefano

alessandro

Un blog che si commenta da solo.
Conoscevo Serino come recensore schietto e sincero ma questa iniziativa penso che meriti. Io inizio con Daniela Rossi: la recensione mi ha emozionato. La Szabò (si scrive così?) mi sa di inquietante ma la recensione fa molto riflettere
grazie

ale

Patrizia Cialfi

Sono appena tornata dalla montagna, vengo a vedere qui e trovo tutti quei commenti al primo consiglio di lettura, e anche un secondo consiglio di lettura! Accidenti! Rispondo qui a chi mi rispondeva su Faletti, ieri. Ovvio che anche Giorgio Faletti ha diritto di esistere... Un artigiano dignitoso, però, non è un artista. E non credo di dovervi spiegare io la differenza. Ma chi, come me, ama un certo tipo di scrittura, non legge Faletti, pur rispettandolo non ce la fa più a constatare che la gente che non legge abitualmente crede che quella di Faletti o di Moccia sia letteratura. Che Faletti o Moccia siano equiparati a Kafka o a Coetzee, appunto. Forse il problema vero sta in questo, la critica non ha lo spazio pubblico che merita e non ce l'ha perché nessuno, a parte pochi, sa porgere la letteratura a chi non ne legge, di vera. Chiunque delegittimi il pantheon che è in Italia la critica letteraria e tutto quello che ruota intorno alla letteratura ha la mia stima.
Un caro saluto, continuerò a seguire il blog e i suoi consigli di lettura (ecco, la Szabò per esempio non l'ho letta, e lo farò), magari eviterò di lasciare commenti così lunghi, ma scusatemi! E' che il discorso mi appassiona! :)
Patriz

Comitato Per Il Riconoscimento Delle Idee Che Valgono

Caro Serino, volevamo farle sapere che il suo blog è stato selezionato per il premio "Idea che vale tra le poche che si affannano a proporsi in giro 2006". Non concorre con molti, le faremo sapere novità appena ne avremo.
Campari saluti.

CPIRDICV

Il FACILITATORE

Giulio Zucchini scrive questo di KAZUO ISHIGURO:

never let me go - fin dalla prima pagina il lettore deve compiere uno grande sforzo per andare avanti. si intravedono verità che fino alla fine non vengono svelate. la curiosità spinge a continuare e ricercare la verità con kath, la protagonista. si apre un mondo surreale e grottesco, insensibile. una distopia angosciante che fa nascere dialoghi che spero non esisteranno mai. einaudi 17.50.

lei, serino, lo ha letto, ne ha scritto? o comunque cosa ne pensa?

Troppo figata!

Pazzesco! Ero in bagno, raga, giuro, non serve che spieghi a far cosa, comunque leggevo Il Giornale, che quello sfigato di mio padre aveva lasciato lì nel cesso, il posto giusto. Sfoglio e leggo questo nome, Satisfiction. Che cazzo è?, mi dico. Gli Stones non si toccano. Vengo a vedere e... Figa, pensavo che mi sarei trovato davanti a Chef Tony che decantava le qualità di Miracol Blade, il coltello che taglia anche le lattine, non so se avete presente raga, e invece questo sbarbatello con la faccia innocua scrive peso, cazzo! Complimenti, bello, io faccio rap e sono di Quarto Oggiaro, Milano, non so se conosci, comunque la tua idea è buona, maximum respect! Può darsi che leggerò la Szabò, scrivo anch'io, anche se sono ancora al liceo e cmq il rap mi interessa di più. In gamba, bello!

Lele

Gian Paolo Serino

@ GIULIO:
Ishiguro? Chiaramente è un parere personale, ma credo che più che un romanzo sia un blonìb letterario. Cavalcando l'onda di Hoellebecq (La possibilità di un'isola) ha (ri)scoperto un filone distopico che, in realtà, esiste da anni.
Basti pensare a IL MONDO NUOVO di Aldous Huxley, al Michael Marshall Smith di RICAMBI o anche a Primo Levi.
Levi nei suoi racconti degli anni '70 (appena ripubblicati da Einaudi) in DISFILASSI già affrontava il tema della clonazione.
Come dici tu (possiamo darci del tu?) l'ho trovato un romanzo irrisolto anche se supportato da una scrittura tornata ai livelli di "Quel che resta del giorno".
In sintesi: preferisco i libri sulla distopia che ho citato.
Gian Paolo

Adolfo Rossini

Caro Gian Paolo Serino,
sono stato qui veicolato e, approdato, leggo le sue spiccate e non poco approfondite recensioni. Si sente passione, molta: me ne complimento. Insegno, qui nel difficile Sud, e so che instillare l'interesse per la letteratura è ben difficile. Lei mi pare aver trovato un modo scaltro e fresco. Ancora, dunque, complimenti.
Mi permetta però di dirle che Agota Kristof è intoccabile per me. Sappia quindi che se, leggendo la Szabò, come immagino farò presto seguendo il suo consiglio, non mi troverò di fronte al capolavoro che dice, verrò a dirglielo!
Non le chiederò in ogni caso indietro i soldi: ogni consiglio appassionato è un consiglio da seguire, e se non scatterà tra me e "quella porta" la scintilla non sarà di certo colpa sua!
Cari auguri, Gian Paolo.

Adolfo Rossini

lory

HO acquistato il libro di Daniela Rossi: l'ho letto d'un fiato e mi ha tolto il fiato. La ringrazio per questo consiglio. Seguirò anche quello della Szabò: sono rimasta colpita in particolare dalla frase:
"LEGGERE SIGNIFICA ESSERE LETTI DA CIO' CHE SI LEGGE".
E' esattamente quello che ho provato anche leggendo IL PAESE DELLE COSE SENZA NOME.
La trovo una meravigliosa definizione.
p.s. Dato che il primo consiglio letterario è risultato illuminante non Le chiedo certo i soldi in cambio. Anzi, vorrei sdebitarmi: posso inviarle un libro che amo in modo particolare?
Sono una scelta di poesie di Pessoa.
Mi faccia sapere
Lory

?!?

Ecco, io direi piuttosto, nessuno lo dice ma credo perché nessuno lo pensa (ho detto "lo" non ho detto "ci", per carità), che non c'è affatto bisogno di "critica", o comunque non c'è affatto bisogno della critica dei critici, che si trovassero invece un lavoro serio, non dico come scrivere ché scrivere è serissimo ma anche questo (e non dico neanche "quello" dunque sapete in che barricata abito) non è un lavoro.

Scritto da: ale | 12/03/06 a 00:48

Scusate, ma chi ha scritto questo commento al primo Satisfiction era sotto effetto?
Spero di sì, che non sia un pensiero vero di una mente sobria.
Come si può sostenere che i critici non lavorino e che non "servono", più di tutto? Scrivere letteratura sarebbe serio, scrivere di letteratura no.

?!?

No, dico sul serio. Spero di non essere l'unico a pensarla così.
Mi sembra di aver capito, interpretando con difficoltà quella prosa confusa, che sia uno scrittore chi sostiene questo, chiaramente...

?!?

Non sarà mica Baricco questo "ale" dalla prosa confusa e il dente avvelenato con i critici tutti, ora che ci penso bene...

tland

ti consiglio di recensire il nuovo libro del papa. dicono sia molto bello.

tommaso landolfi

tland

ti consiglio di recensire il nuovo libro del papa. dicono sia molto bello.

tommaso landolfi

Maria Goretti

Ah be', se è così ti consiglio di recensire anche il primo libro di Jenna Jameson, la famosa pornostar.

Maria Goretti

O Diario di una ninfomane.
Se alla fine decidi di darti al commercial, Serino.

Adolfo Rossini

Come a scuola: chi ascolta e prende tutto estremamente sul serio, chi trova ogni occasione possibile per lo sberleffo. Ragazzi...
Serino, lei il piglio del divulgatore ce l'ha, come le ho già detto, ma la pazienza del pedagogo? Temo che ne avrà bisogno.
Vedo invece che una giovane ragazza ha seguito il suo consiglio e vuol mandarle una raccolta di Fernando Pessoa. E' successo anche a me, una delle mie alunne più care prima di partire alla volta dell'università, mi donò una raccolta che tengo cara, un florilegio di giovani narratori americani, tra i quali preferii Rick Moody, a lettura terminata. Tanto da iniziare di lì, a scoprirlo più a fondo. Non dovrei dirlo, ma ho un'età che non mi permette di sentirmi suo. Voglio lasciarla con una delle frasi che di più, della copiosa produzione di Pessoa, per di più pluriortonimico come saprà, mi ha segnato, anni e anni fa, quando iniziai ad insegnare e a capire che sarebbe stata una missione la mia.

Il mondo è di chi non sente. La condizione essenziale per un uomo pratico è la mancanza di sensibilità.

Leggete, ragazzi, leggete più che potete.

Adolfo Rossini

Adolfo Rossini

Accidenti, vede la stanchezza e la mancanza di praticità di cui le parlavo? E anche di diottrie, in tutta sincerità. Suo coetaneo, caro Gian Paolo.

Adolfo Rossini

giovanni

L'ultimo libro del Papa, cioè forse l'enciclica Deus caritas est, ha una prima parte micidiale e una seconda che fatica parecchio. Le prime 36 pagine (di 94) valgono però il prezzo del biglietto, che è d'altronde quello di un biglietto e mezzo dell'Amt. Da cardinale, ha scritto cose persino più brevi e meglio riuscite, come per esempio la Lettera ai vescovi sulla collaborazione fra uomo e donna nella chiesa e nel mondo, che è disponibile on line e gratis sul sito della Santa Sede: gioiellino teorico e di scrittura, da leggere se possibile in tedesco, lingua della redazione originale.

Raul Montanari

Non si potrebbe fare meglio di così, in nessun modo! L'iniziativa di Serino è geniale e taglia la testa al toro. Solo un'avvertenza: se un critico consiglia l'ultimo Baricco, deve anche specificare quale delle quattro copertine preferisce."
Ciao!
r

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