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Hanno scritto di Satisfiction: quotidiani

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Commenti

il parra

Beh, caro Gian Paolo, tu mi insegni che a volte il silenzio è l’auspicio migliore per lavorare bene…. I fuochi d’artificio (fizio) mediatico, talvolta durano giusto il tempo del loro fulgore iridescente. Aspettarsi visibilità dalla critica salottiera è un auspicio ad handicap…. meglio ricercare attenzioni, sguardi via via sempre meno distratti delle persone che passeggiano nelle librerie e che “devolvono” il loro disincanto alla lettura, non di quelli che applicano il disincanto per professione. ciao!

Renzo Montagnoli

Non posso che concordare con Il parra. La critica salottiera non è critica, ma strumento politico per orientare non disinteressatamente. Lì non si fa cultura, ma business.

ida

a Montagnoli
sarebbe bello se ciò che dici fosse vero.
Invece ciò che si fa lì si chiama potere. Potere. Cosa diversa che comprende, come in un catalogo, varie voci. Tra cui la cultura.
Quindi quella è critica, è cultura, e... e o ci si è, o ci si entra e si dimentica in fretta l'insegna scritta fuori ("potere"), o non ci si entra.
Mai.
Se sei fortunato, mille anni dopo, in un'altra osteria con l'insegna "potere", qualcuno tira fuori una bottiglia e dice "questo è di quello buono", e improvvisamente ti stappano.

eventounico

Gian Paolo, noi quel vino lo sorseggiamo spesso frequentando questo blog.
Ti assicuro non sentiamo il bisogno di altro.
Siamo in pochi. Certo. Tuttavia riesci a pensare a qualcosa di meglio che una buona bevuta tra amici ?

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