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Hanno scritto di Satisfiction: quotidiani

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Commenti

francesco g.

Ciao GianPaolo, ci sarai a Roma a teatro?
Io penso di esserci con Daniela Rossi alla presentazione di sabato 20 ottobre.
Per Satisfiction non vedo l'ora di leggere il secondo numero.
Ho comprato L'Europeo dove c'è la citazione del tuo libro, non commento ma ti seguo sempre.
ciao
Francesco

susanna

Leggere con tono muriatico:
E io che faccio? ti ripropongo la mia di recensione sullo stesso libro?
(Ciao Serino, ti sono mancata?)

gian paolo

Beh, anche io mancavo da molto.
Aspetto, qui,se vuoi, la recensione al vetriolo.

susanna

Caro Serino, volevo dire che Daniela Rossi deve avere parenti e amici introdotti in ambienti editoriali e teatrali e cinematografici e chi più ne ha più ne metta, in quanto il suo romanzo d'esordio è bellino ma nemmeno troppo (vedi mia rece che avevo postato su questo blog e che riporto qui: se il padrone di casa ripropone le sue parole pure io). Possiamo chiedere alla Rossi quali legami ha con gli ambienti succitati?


Scritto da: susanna 14/03/06 a 15:53

Ogni istante tutto è per Andrea.
E qui sta la bellezza e il limite de “Il mondo delle cose senza nome”: è proprio la totale dedizione ed attenzione dirette a questo figlio da sempre sognato che non permettono a Daniela Rossi di suggerire almeno l’ipotesi di un’astrazione dal bimbo al mondo, di elevarsi oltre l’amore materno e filiale per rivelare l’esistenza dell’Amore. Se l’autrice avesse potuto sarebbe stata alta letteratura, invece il passaggio da Andrea all’assoluto è operazione lasciata interamente al lettore.
“Ma ti ho amato”: come non ritrovarsi smarriti di fronte a tanta poetica semplicità? Daniela Rossi riesce ad evitare le trappole di banalità con cui avrebbe potuto facilmente annoiare. Come una lettera a un bambino nato il filo soave con Andrea dipana la complessa facilità dell’amore fino a scoprire la meravigliosa diversità dell’altro. Parole lievi e delicate che fanno provare un dolore dolce, e impalpabili brividi al mio corpo (ma questa è storia personale).

No, Serino, non è un libro assolutamente imperdibile, ma non chiederò il rimborso, perché è ben scritto, scorrevole, senza la minima sbavatura nonostante lo stile così emotivamente caricato che avrebbe potuto risultare melenso o peggio melodrammatico. Neppure la breve incursione nel paranormale fa cadere Daniela Rossi, che riesce nella sua scrittura pulita a farmelo sopportare. Neppure il tema – non sviluppato ma suggerito in toni pragmatici – della critica al sistema sanitario (pag 129 dell’edizione 2004 Fazi) fa cambiare il tono della scrittura della Rossi, che rimane vibrante e non cede alla tentazione di un finale troppo eclatante. Sempre composta, pur nell’estremo sentimentalismo.

E ora rilancio, consigliandoti “Sesso e filosofia” di Anne Dufourmantelle (Donzelli) ..quasi un racconto erotico questo rapporto fatto di incontri fuggevoli, di uno sfiorarsi e lasciarsi e cercarsi dei due amanti. Cibo per menti affamate che non dimenticano i corpi.
Se lo troverai noioso ti rimborserò io. Accetti Serino? Su, sii il vulcano nella palude!

daniela

Ciao Susanna! Gian Paolo si ricorderà che dopo aver letto la tua recensione ero stata colta da un raptus di simpatia nei tuoi confronti. Gli avevo chiesto la tua mail. Lui mi aveva risposto che potevo inserirmi nel blog e io mi ero codardamente defilata.
Ora ti rispondo perchè mi hai fatto troppo ridere.
Hai ragione,io sono la prima ad essere stupita
dell'onda che ha portato il mio breve racconto, scritto per amore e per ferite, con tante cose da chiarire ma senza grandi aspettative,a permettermi di comunicare più del prevedibile.
Sono giornalista ma come tale ben pochi mi conoscono, lo è il padre di Andrea, più inserito di ma senza agganci romani teatrali o cinematografici.
Provo a risponderti secondo quello che credo.
Il libro tratta di sordità e come testimonianza diretta della situazione in Italia è l'unico.
Esistono testi specializzati e qualche breve pubblicazione stampata in proprio che non ha avuto distribuzione.
Per questo motivo il mondo sommerso ma vasto degli audiolesi, delle loro famiglie, dei terapeuti vari ha dato un enorme contributo.
La cosa imprevista è stata l'attenzione da parte di molti che questo problema non ce l'hanno. Lì ha giocato una scrittura semplice, emozionale, il fatto che se si legge di un bambino ci si permette empatia in modo più acritico e disarmato.
Altro fattore da non sottovalutare una serie di coincidenze fortunate.
Paolo Fallai, giornalista e scrittore che non conoscevo personalmente, ha pubblicato una domenica una gigantesca recensione con fotografia sulle pagine di Roma del Corriere. Doveva essere il mio giorno fortunato, forse era saltato qualcos'altro.Lui ha scritto libri per bambini ed è rimasto colpito dalla storia di Andrea.
Veltroni la domenica ha più tempo per leggere e gli è capitato questo poster davanti.
Mi ha telefonato,ha proposto il mio libro al Premio Anima e l'ho vinto.
Da questa cosa penso sia nato l'interessamento di Rai fiction.
Per quanto riguarda il Teatro la fortuna ha preso un'altra strada.
Annarita Chierici,che ha scritto l'adattamento ed è l'attrice protagonista, è mia amica da 30 anni. Devo esclusivamente a lei il risultato.
Ha creduto in quest'idea e ha pellegrinato per tutta Roma, di teatro in teatro.
E c'è un'altra cosa da considerare.
Ho scritto dopo averne viste e subite di tutti i colori.
Non potevo uccidere, non potevo esplodere. C'era sempre Andrea da preservare dallo schifo che vedevo.
Sai quando uno si carica al massimo ed è costretto, invece di tirare una bomba, a trsformare l'energia in qualcosa di non distruttivo?
Non è da me.
Io tiravo regolarmente le bombe.
Eppure l'unica volta che non ho potuto farlo la cosa ha funzionato.
Sono riuscita a dare molto più fastidio in questo modo.
La riproposta in tutte le salse del mio libro è l'incubo di un paio di chirurghi e delle loro vallette.
Questo è un blog letterario.
Un altro mondo rispetto alle motivazioni del mio racconto.
E' chiaro che ho cercato di scriverlo nel modo più corretto che ho potuto. Provando a non annoiare nonostante il tema.
Ma io ho scritto davvero una lettera a mio figlio.
E l'ho pubblicata per far sapere ad altri genitori quello che ci stavano facendo. Per questo avevi ragione a scrivere che era tutto troppo per Andrea.
Il resto che è venuto è stato un bel regalo, dovuto forse al fatto che amo tanto la nostra lingua e qualcuno ha sentito questo amore.
Ciao Susanna, spero di conoscerti prima o poi,mi sei decisamente simpatica.

davide fent

Caro Gian Paolo,
ciao rieccomi :-) anche se ci sentiamo, intervengo qui perchè di Daniela Rossi, dopo averla letta l' ho sentita a Parolario con il mitico Sabelli, ed è una Donna prima che scrittrice, Bella dentro, la bellezza fuori è pleonastica e centra poco con la Letteratura. Sul coraggio di portare alla ribalta la realtà della Salute che toccano in maniera radicale e profonda, soprattutto una Mamma , è da da abbraccio forte, forte...
Sono convinto che sia importante, in un' Italia così deragliata, il vero impegno alla Pasolini è lottare per il Diritto alla Vita, alla Dignità e alla Salute, contro i Baroni che imperversano in ogni tempo e luogo a volte, ancora troppo, per casta o tessere e paraculate di partito sinisistra-destra-centro che dir si voglia...
Quindi Forza Daniela...
Baci e Abbracci a Tutte e Tutti e Gian Pa , a presto
davide fent

Susanna

Ciao Daniela, grazie della disponibilità a rispondere, e della simpatia accordatami (un po' questo mi stupisce, ma forse perchè oggi non mi sono simpatica).
Amo molto leggere, e per lavoro conosco il mondo dell'associazionismo dei familiari di disabili, quindi non mi ha stupito quel lato, credo sconosciuto ai più, di "rivendicazione di sfiga nostra come più sfiga e quindi diritto" (o come chiamarlo?) che comporta un certo formalismo nel porsi nei confronti degli ultimi genitori arrivati e pochissimo aiuto.
La domanda sugli agganci era dovuta alla notevolissima fortuna di un testo ben scritto ma non il capolavoro decantato da GPSerino, e alla mia curiosità immensa.
La mia mail non è stata un segreto per oltre un anno su questo blog, ora automaticamente nascosta, quindi non vedo il problema: susie4uni@yahoo.com
se vuoi quando vuoi.
Forse avrei dovuto leggere il tuo secondo libro, essendo il primo direttamente autobiografico se il secondo non lo è forse avrei saputo valutare meglio se e quanto il tuo amore per la scrittura riesce ad andare sulla pagina. La sera della presentazione a Bologna ero molto stanca e dopo l'ufficio sono andata a casa, me ne scuso. Nel prossimo caso mi forzerò oltre la stanchezza.
(e in ultimo: come non ricambiare i baci e abracci di Davide Fent?)

daniela

GRAZIE Davide, ti offro la poltrona papale in prima fila se vuoi venire a teatro! Quello che mi surriscalda è che bambini sordi di pochi mesi vengono operati e riempiti di fili, antenne, batterie e magneti solo perchè quel tipo di operazione fa circolare denaro e figure professionali.
Si nasconde alle famiglie che gli stessi risultati si otterrebbero senza intervento con i nuovi apparecchi ad alta tecnologia che pesano 5 grammi e sono lunghi un centimetro e mezzo.
SCUSATE LO SPOT

Susanna,non ho inserito nell'elenco-fortuna del libro, le generose parole di Gian Paolo perchè a chi frequenta il blog è chiaro quanto mi abbia aiutata.
Mi piacerebbe inviarti il secondo.
L'ho pensato quando è uscito perchè scrivi in modo lucido, diretto,con una simpatica vena di cinismo su una bella base di sensibilità non esibita.I miei neuroni residui ti hanno notata subito.

Le osservazioni negative sono sgradevoli se non le senti limpide. Se vengono da chi non ti pare abbastanza consapevole o sereno nel giudicare.
Altrimenti sono un regalo perchè offrono un'istantanea oggettiva del tuo lavoro.
Ti evitano di arrovellarti o fare zen per tentare di uscire da te stesso e guardarlo da fuori.
Per questo mi piacerebbe lo leggessi.
Grazie per l'indirizzo, lo userò.
buona giornata!
Daniela


EZIA

Cara Daniela, ho letto da poco il libro IL MONDO DELLE COSE SENZA NOME, consigliatomi dalla docente con cui sosterro' l'esame per la disciplina LINGUA DEI SEGNI.
l'aforismo che mi ha colpito di piu' è LA SORDITA'SEMBRA UN VELO DI FATA CHE TI PROTEGGE DALLE PAROLE VUOTE CHE SFREGIANO L'ARIA E L'ANIMA.
Da tutto cio' che son Le Parole blasfeme....indefinibili...malvagie...atte a ferirti ed umiliarti, ecco che un individuo sordo è immune a tutto questo.
La tua biografia è un cammino tortuoso pieno di difficoltà , di impedimenti, di sofferenze , riflessioni, ripensamenti che fanno capire come sia difficile affrontare una diversità molto invalidante.
Pero'una cosa mi colpisce, perchè questo rifiuto della LIS? Non fai nessun riferimento..rifiuti a priori qualsiasi accostamento del piccolo Andrea al mondo dei segnanti....e se fosse proprio questo mondo a dare un nome alle cose? Non son qui per giudicare, anzi non son proprio nessuno, tutto cio' che sei riuscita a fare per il tuo piccolo non so' veramente se io da madre sarei riuscita ad avere la tua stessa forza e caparbietà...ma di certo non dobbiam seguire lo slogan oralista del Congresso di Milano del 1880 IL GESTO UCCIDE LA PAROLA, perchè non è affatto vero.Son tante le ricerche in campo neurolinguistico che affermono tutto l'opposto...anzi avere una prima acquisizione in segni per comunicare migliora le capacità cognitive, emotive e sensoriali del non udente.
Aspettando una tua risposta all'indirizzo e-mail sopra citato, ti ringrazio di avere recato attenzione alla mia semplice e-mail..metaforicamente definita una goccia in un oceano.Grazie ancora, Ezia.

daniela

Cara Ezia, ti ringrazio per la tua apertura e sensibilità al di là di quello che ho scritto e non ho scritto sulla LIS.
La pubblicazione del libro mi ha dato la grande opportunità di ampliare la mia esperienza con le persone sorde.
Prima conoscevo solo mio figlio e un'incredibile trafila di presunti esperti.
Se vuoi posso risponderti meglio ma dovresti scrivermi la tua mail perchè qui non la trovo.

ciao!

EZIA

Grazie Daniela...di aver risposto, cmq senza alcun problema la mia e-mail è la seguente: eziaadorno@virgilio.it
io l'avevo allegata ma non è visualizzabile nei commenti.
Son molto lieta,che hai prestato attenzione al mio intervento.
In attesa di una tua e-mail, ancora grazie.
Ezia

NAZZARENO COPPOLA

Un grazie di cuore a Daniela Rossi e Annarita Chierici perchè con il loro lavoro hanno avvicinato al cuore le persone "sorde".

stephan

ciao

I post qui a condividere la mia esperienza, mia sorella è stata vittima di una sordità improvvisa, dopo un intenso utilizzo di iPod, il livello del suono e in lunghezza.
Voglio dire che noi utenti di iPod leggere essere molto attenti, è un peccato avere per ottenere un funzionamento di un impianto audizione.
Quindi è sufficiente per abbassare il volume.
In aggiunta a un prodotto molto costoso, la mia sorella sta per mettere in atto con la società (http://www.envoymedical.it/sordita.htm) e il costo è di € 10.000 e non rimborsati dalla sicurezza sociale!

Quindi, attenzione!

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Il teatro è un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano nella esecuzione di un evento spettacolare dal vivo.

Proveniente dal greco θέατρον (théatron), che significa spettacolo, da θέα, (théa), ossia vista

, comprende le arti tramite cui viene rappresentata, sotto forma di testo recitato o drammatizzazione scenica, una storia (un dramma, nel senso etimologico del termine). Una rappresentazione teatrale si svolge davanti ad un pubblico utilizzando una combinazione variabile di parola, gestualità, musica, danza, vocalità, suono e, potenzialmente, ogni altro elemento proveniente dalle altre arti performative. Più strettamente, non c'è necessità dell'esistenza del testo: il movimento del corpo in uno spazio con fini artistici ed illustrativi, eseguito di fronte ad un singolo spettatore, è definito di per sé teatro.

Oltre al teatro di prosa in cui la parola (scritta o improvvisata) è l'elemento più importante, il teatro può avere forme diverse, come l'opera lirica, il teatro-danza, il kabuki, la danza katakali, l'opera cinese, il teatro dei burattini, la pantomima, che differiscono non solo per area di nascita, ma per il differente utilizzo sia delle componenti che compongono la rappresentazione, sia per i fini artistici che esse definiscono.

La particolare arte del rappresentare una storia tramite un testo o azioni sceniche è la recitazione, o arte drammatica. In molte lingue come il francese (jouer), l'inglese (to play), il russo (играть - pron. igra't), il tedesco (spielen) e nelle lingue nordiche il verbo "recitare" coincide col verbo "giocare". Il termine italiano, invece, pone l'accento sulla finzione, sulla ripetizione del gesto o della parola ("citare due volte").

Come qualsiasi altra forma artistica e culturale anche il teatro si è evoluto dalle origini ad oggi, nelle diverse epoche e luoghi. La storia del teatro occidentale pone come origine di questa disciplina la rappresentazione teatrale nella cultura dell'antica Grecia: i precedenti esempi teatrali (Egitto, Etruria ed altri) ci aiutano a comprendere la nascita di questo genere, ma non vi sono sufficienti fonti per delinearne le caratteristiche.

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