di Edoardo Montolli
Inquientante clima da caccia alle streghe.
Dopo l’arresto per pedofilia del celebre scrittore e critico d’arte scendono in campo amici e personalità della cultura.
L’uomo è accusato di aver “palpeggiato” cinque bambine sotto i dieci anni - Chi lo conosce bene considera questi sospetti assolutamente ridicoli.
ECCO COME SI CREA UN MOSTRO
Il timore è che l’opinione della gente ne conservi un’opinione sbagliata anche dopo l’emergere della verità - Nonostante la terribile esperienza l’arrestato sente la solidarietà di chi continua a volergli essere vicino
È passato un mese. Le indagini sono ancora in corso. E Alessandro Riva, 43 anni, scrittore e critico d’arte noto in mezza europa, è ancora agli arresti domiciliari in casa della madre. Differentemente dal caso dell’asilo di Rignano Flaminio, qui sono le maestre ad aver denunciato, raccogliendo i racconti di cinque bambine in merito a “atteggiamenti strani”, “toccamenti e sfioramenti” da parte dell’uomo, lasciando poi che il pm Laura Amato facesse ascoltare, da uno psicologo e dagli esperti del caso, le presunte vittime. Registrando tutto, differentemente dal caso della scuola materna in provincia di Roma. Ma ciò che più è diverso dal caso di Rignano, è il clima. Là una levata di scudi, qui, spiegano gli amici, un clima da caccia alle streghe.
«Ho lavorato con lui quattro anni per “Blu Notte” e sono lieto di essere stato il primo firmatario dell’appello di solidarietà su internet, http://viciniadale.blogspot.com , che ha raccolto finota 382 adesioni tra varie personalità», afferma il giornalista e scrittore Carlo Lucarelli. «È di sicuro un grosso equivoco. Ma non sono preoccupato per l’aspetto giudiziario, perché per una condanna ci vogliono le prove e colpe che Ale non ha. Sono perplesso per l’opinione pubblica. Dopo quanto accaduto ho fatto un sondaggio tra i miei amici che hanno figli, scoprendo che, per quelle stesse accuse di sfioramenti e toccamenti, qualsiasi di loro sarebbe finito dentro in assenza di buon senso. Perché, con il panico che si è creato per gli orchi - che ci sono, sia chiaro - qualsiasi atteggiamento diventa sospetto, crea suggestione. E allora se l’amico di tuo figlio che ha quattro anni ed è a casa tua deve andare in bagno, cosa fai, chiami un carabiniere perché altrimenti può esserci il rischio che tu lo abbia visto? Con questo scatenarsi della stampa, queste accuse sparate, il mio timore è che l’opinione della gente, essendo Ale un uomo pubblico, ne conservi un’opinione sbagliata anche dopo. Come successo ad altri innocenti, tipo Pietro Valpreda. Appena sarà finita questa storia voglio scrivere qualcosa in merito, rifletterci pubblicamente. Altrimenti domani sarà impossibile fare una carezza su una guancia a un bambino senza essere guardato di striscio. Riva», conclude Lucarelli, «sente questa solidarietà degli amici, anche se sta passando un periodo terribile».
Bollato come mostro
«Sconcertato è la parola esatta», è il commento di Lorenzo Viganò, giornalista del “Corriere della Sera”, che con Riva ha pubblicato il monumentale “Un delitto al giorno” , punto di riferimento per innumerevoli trasmissioni e articoli sul crimine. «Credo abbia dato fastidio la sua visibilità pubblica e la stampa non lo ha trattato bene».
È Viganò, promotore del blog, a parlare di caccia alle streghe. E se per il pittore Giuseppe Veneziano, ciò porterà ad aver paura ad accarezzare un bambino o a prenderlo in braccio, più dura ancora è la posizione di Gian Paolo Serino.
«Mi sembra una vicenda allucinante», dichiara il giovane critico letterario. «Mi ricorda quella successa al pittore Egon Shiele, accusato di aver molestato una ragazzina perchè nel suo studio erano stati rinvenuti dei ritratti di bambini. Il fenomeno è preoccupante. Ormai siamo in mano ai bambini. Come si tocca l’argomento, senza passare dalla sentenza, si passa subito alla gogna mediatica. Ne vien fuori che, come nella più incredibile delle favole (nemmeno i surrealisti ci erano arrivati) oggi l’ultima parola l’hanno sempre i bambini. Riuscendo, senza neanche fare una rivoluzione come le donne e gli operai, ad ottenere i propri diritti passando subito ai soprusi».
«Chiamai Riva con me alla “Scuola dei Duri”, nel lontano ’93», ricorda Andrea G. Pinketts, celebre scrittore e giocoliere della parola. «Riva è assolutamente innocente. Posso dire per certo che un artista, qualsiasi artista, quando parla e si esprime, rivela sempre ciò che è, in un certo modo si autodenuncia. E mai, nemmeno per un nanosecondo, Riva ha manifestato alcunchè di morboso».


Non ho mai conosciuto Riva di persona. Diversi amici di cui mi fido ciecamente metterebbero la mano sul fuoco per lui. Per me potrebbe pure bastare. Non conosco gli atti, le dichiarazioni, le valutazioni dei tecnici. La verità, la vera verità, è che oramai il rapporto adulto bambino è stato danneggiato in maniera definitiva e sconcertante. A me piace accarezzare i bambini (sono padre, mia figlia ha più di vent'anni rischio di diventare nonno) nonostante non riesca immaginare cosa possa esserci di sessuale in una carezza a un bambino. Che considerò l'antitesi, semmai il prodotto, della sessualità. Oramai preferisco accarezzare i cuccioli di animale sino a che non sarò denunciato per zoofilia. Non mi vergogno ad ammettere che se dovessi incontrare un bambino solo e disperato senza i genitori scaccerei la tentazione di raggiungerlo, rassicurarlo, prenderlo in braccio. Ma lo proteggerei a distanza, chiamando la polizia e assicurandomi del loro arrivo. Evito di sfiorare i figli degli amici. Ne ho quasi paura.
Questo è il bel mondo di merda che la gogna giornalistica ha contribuito a produrre.
Oltre alle minuzie di ogni sottile dispiacere.
Scritto da: andrea villani | 16/07/07 a 10:33
Idem non conosco Riva.
Vorrei raccontare un aneddoto però. Spesso tra vicini di casa o di quartiere ci si incontra per strada. Ci si saluta. Una battuta e via così. Una persona che abita nel mio quartiere, un ragazzo sulla trentina, è capitato di incontrarlo specialmente nel we quando siamo più facilmente in giro. Mio figlio che ha 18mesi saluta tutti, ha imparata e adesso non lo ferma più nessuno. Una volta, qualche settimana fa, si è avvicinato camminando a questo vicino, incuriosito da qualcosa. Io stavo tirando su due sporte di spesa a pochi passi. Il ragazzo si è allontanato da mio figlio facendogli dei complimenti però ha concluso 'stai pure lì piccolo, non vorrei che si fraintendesse' o qualcosa del genere.
Ho detto tutto.
Scritto da: Barbara Gozzi | 16/07/07 a 10:41
Ho due bambine. Quando le accompago a scuola o all'asilo incontrano i loro amichetti. Mi viene naturale dare loro una carezza. Non voglio perdere questo gesto istintivo e puro per una sessualizzazione perversa (e tutta adulta) dell'infanzia.
Scritto da: gianni biondillo | 16/07/07 a 11:03
Colgo l'occasione per riflettere su come i media riescono a stravolgere la realtà e a renderla reale nella mente delle persone. Spesso parlo di "Finta-realtà" come terza dimensione in cui tutto è al limite, dove i confini tra realtà è finzione sono così labili che nessuno riesce più a distinguerli. Quello che sta succedendo ad Alessandro non si capisce se sia finto o reale? I media sono così assetati di mostri (per alimentare la morbosità del pubblico) che appena ne fiuta una piccola possibilità, comincia a riempirne pagine e pagine; si ha la sensazione che non riesca più a saziarsene... il vero mostro in questa storia sono proprio i media. Io mi ci sono trovato dentro per pochi giorni, è le cose che si sono inventate su di me sono abbominevoli, c'era da querelare quasi tutti. Si cercava per forza lo scandalo, l'artista spregiudicato senza coscienza, si cercava per forza lo scontro politico, si amplificava l'impossibile perchè si doveva catturare a tutti costi l'attenzione della gente. Tutti mi mettevano la mano sulla spalla e mi dicevano: "che ti frega è tutta pubblicità!". Ma capivo che non c'era niente di positivo per chi crede nel suo lavoro e ora ne ho la piena conferma. Non si può giustificare tutto perché c'è un ritorno pubblicitario! Bisogna vedere chi lo vuole!?! Certo un tipo come Corona ne trae i suoi guadagni, ma Alessandro la notorietà se l'era guadagnata facendo bene il suo lavoro. E allora ho l'impressione che questo dia fastidio a qualcuno! In un'epoca in cui per avere successo non c'è bisogno di professionalità, ma di spregiudicatezza, di assenza di coscienza, personaggi come Riva danno fastidio. Per esluderli basta tritarli dentro il tritacarne mediatico. Le accuse che gli sono piovute addosso sono così assurde che non vale veramente la pena di commentarle. Di Alessandro, per tutto il tempo che siamo stati insieme, posso dire che egli nutre un profondo amore per la vita e per le passioni che la regolano che qualsiasi gesto che potesse intaccarne la sua bellezza l'avrebbe fatto sta male; è impensabile che l'autore di quel gesto potesse essere lui.
Scritto da: Giuseppe Veneziano | 16/07/07 a 12:06
Ha fatto bene Montolli a riprendere la notizia. Su questo episodio non deve cadere il silenzio, a maggior ragione quando Alessandro sarà assolto. Anzi. Viviamo in un porno-mondo dove corpi senza anima vengono usati per fare la pubblicità alle mutande e ai telefoni. Viviamo nell'ubriacatura narcisistica delle apparenze. Chi riflette, chi vuole fare cultura, chi cerca la discussione seria, può essere sacrificato. E' il trionfo dei prepotenti, degli esaltati, delle facce di culo. Opponiamoci. Concretamente. Alessandro è un mio amico. L'ho conosciuto bene. Mi gioco quello che volete che è innocente. Lo sono di meno quelli che lo hanno dipinto come un viscido approfittatore. Colpevoli d'invidia, se non altro.
Scritto da: paolo bianchi | 16/07/07 a 12:31
Se vi sono state accuse precise da ben cinque bambine risulta poco credibile sostenere l'innocenza di Riva.
Nel leggere coloro che deplorano l'impossibilità di elargire carezze ai bambini, considerati i tempi, mi tornano in mente tutte le carezze che ho ricevuto da bambina (io e la maggior parte delle mie compagne, in separata sede - ne parlammo solo in età adulta, poiché da bimbe eravamo meno smaliziate rispetto alle bambine di oggi) da persone all'epoca al di sopra di ogni sospetto - leggi istitutori e maestri vari.
Erano "solo" carezze, ma quanta vergogna abbiamo provato, impossibilitate a parlarne con i nostri genitori, che non ci avrebbero creduto.
Quelle persone non ci sono più e a noi resta l'amarezza che l'abbiano fatta franca.
Scritto da: maggie | 16/07/07 a 17:34
aggiungo..
..solidarietà tutta maschile in questo forum..
interventi femminili, a parte il mio, inesistenti
vorrà dire qualcosa?
Scritto da: maggie | 16/07/07 a 17:47
Considerato il mio mediocre livello intellettivo mi auguro davvero di non avere inteso entrambi i commenti di Maggie. Ripeto, colpa mia.
Scritto da: andrea.villani | 16/07/07 a 20:29
non conosco lo scrittore in questione e, rispetto ai fatti, mi attengo a quello che ho letto ...ma ho paura ...e non so se mi fa più paura quello che riescono a fare i giornali con le parole o chi si schiera senza dubbi...
Scritto da: attilia garlaschi | 16/07/07 a 22:25
una precisazione: il mio commento si riferisce al post di "maggie"
Scritto da: attilia garlaschi | 16/07/07 a 22:39
Mi spiace essere apparsa perentoria; in realtà esprimevo un dubbio, e non una condanna. Dubitare è legittimo, specialmente in questi casi.
Potrei essere una voce fuori dal coro, senza dubbio amareggiata dal mio vissuto
Vi faccio comunque notare come molti (anche in questo forum) si schierano perentoriamente a favore di qualcuno prima che la legge abbia fatto il suo corso e provato la consistenza /inconsistenza dei sospetti.
Scritto da: maggie | 17/07/07 a 00:44
Temo sia proprio il contrario. Ci si schiera contro il processo mediatico che condanna comunque, del reato più odioso e infamante, una persona prima che la giustizia abbia fatto il proprio corso. Se devo avere un dubbio, prima di un esito processuale, cerco sempre di averlo in positivo. Ma può essere una questione di stati d'animo.
I riferimenti di Maggie al proprio passato e a quel tipo di esperienza drammatica vanno rispettati e in ogni caso tutelati. Con ogni genere di attenzione possibile.
Per quanto riguarda il mio vissuto, fortunosamente normale in questo caso, la frase "carezze ai bambini" significa dolcezza e amore paterno. Per altri purtroppo questo potrebbe risvegliare incubi nascosti.
Ma credo che ci siano più padri amorevoli che viscidi pedofili su questo sciagurato pianeta.
Scritto da: andrea villani | 17/07/07 a 07:56
Non capisco per quale ragione ci si debba schierare, in positivo o in negativo, come fosse una condizione necessaria. Sono pareri, opinioni, sensazioni come molti di voi le chiamano e come tali opinabili. 'Ho la sensazione che...', 'per come lo conosco so che non lo farebe mai...'... ci manca solo la frase 'era un bravo ragazzo, tranquillo e non faceva del male a nessuno' e poi siamo al completo. Alessandro Riva è un personaggio pubblico, conosciuto, ammirato, rispettato e da altri detestato, denigrato... si sa, certe persone o le si ama o le si odia. E comunque l'essere PUBBLICI (lo vediamo tutti i giorni sui giornali e sulla rete) ti porta ad essere facile bersaglio, anche in situazioni delicate come questa. Ma, comunque la si pensi, trovo assolutamente superficiale imbastire battaglie mediatiche tentando di far apparire vera e unica una tesi piuttosto che un'altra senza che ancora si sia andati a fondo a livello giudiziario. Perchè si sa... le malelingue rovinano le persone, possono sotterrarle, ammazzarle, totalmente depennarle... ma quanto conta è quello che emergerà. Il vero o il falso. Possibile che nessuno si domandi se ci può essere un fondo di vero? Chi siamo noi per stabilire l'innocenza o la colpevolezza di qualcuno? E se vostro figlio venisse a raccontarvi che il vostro più insospettabile amico li ha toccati, sfiorati...circuiti? A chi credereste? Sarebbe la parola di vostro figlio contro quella di un uomo di cui vi siete sempre fidati e che ha la vostra stima... difficile prendere una posizione se ci si è dentro. Se anche la giustizia può essere fallibile lo può essere, a maggior ragione, l'essere umano per natura e per quanto alla base ci siano pensieri positivi, azioni ammirevoli e una vita di cultura alle spalle. E allora? Questo fa di noi degli innocenti? Mi risulta difficile pensarlo al 100%. Sbaglio? Sono troppo caustica? Ditemi voi. Apprezzabile la schiera delle voci amiche che si fanno portatori di giustizia ma ancora più ammirevole è chi tace attendendo che siano prove e fatti a parlare al posto delle difese pro o contro.
Scritto da: C.V | 17/07/07 a 21:46
Vorrei far notare un piccolo dettaglio: il 'presunto' processo mediatico è stato messo in moto dai 'colleghi' di Riva che, come al solito e trovandosi di fronte a un nome potenzialmente succoso e che potrebbe far vendere di più, si sono buttati. Non è la 'gente' (termine indefinibile) che ha creato il mostro: ma la stampa per vendere di più!
E assieme alla stampa le dichiarazioni, più o meno di solidarietà, mediate sempre dalla stampa, degli illustri colleghi e amici di Riva.
L'articolo si sbraccia indicando un clima da caccia alle streghe, ma l'impressione che ho è che la caccia alle streghe sia nella testa di chi queste cose le scrive per far soldi e darsi visibilità.
Le dichiarazioni di Lucarelli e Pinketts, che danno per scontata l'innocenza (ma tutti la diamo per scontata fino a quando non sarà provata) sulla base di cosa non è dato sapere, cadono addirittura nel ridicolo quando leggo: "Posso dire per certo che un artista, qualsiasi artista, quando parla e si esprime, rivela sempre ciò che è, in un certo modo si autodenuncia."
Di grazia, Pinketts: ci rivela segreti della mente che nessuno conosce. E dove li aveva tenuti nascosti fino ad ora? L'umanità tutta anelava simili dichiarazioni. Ci sta dicendo che basterebbe far scrivere o dipingere o cantare qualunque potenziale delinquente, alla sua presenza ovviamente, per scoprire e scavare gli anfratti più segreti della sua mente?
C'è comunque un aspetto che mi lascia perplesso: e attendere con calma che la giustizia faccia il suo corso? Oppure, per il semplice motivo che Riva è una persona pubblica e conosciuta, i 5 bambini/e che hanno segnalato i fatti sono automaticamente dei mentitori? Anche loro ovviamente 'contagiati' dalle troppe letture degli articoli da caccia alle streghe scritti... dai 'colleghi' di Riva.
Dei veri geni quei 5 bambini: solo all'asilo e già intenti a leggere gli illuminanti articoli di Corriere, Repubblica e Cronaca Vera.
Pinketts ha qualche parere in merito?
Blackjack.
Scritto da: Blackjack | 07/08/07 a 13:04
Hello!
Nice site ;)
Bye
Scritto da: hickyduachuth | 13/02/08 a 08:41
Stranamente tutta una categoria di artisti e di galleristi si schiera a priori dalla parte di Alessandro Riva dando per certo la sua innoccenza; ma su cosa si fonda questa certezza? Nel dubbio forse e meglio difenderlo cosi dopo tutti i difensori saranno in prima fila se dovesse uscirne assolto.
E' come le elezioni politiche, chi dà più voti otterrà in cambio dei "favori".
In ogni caso l'immagine di Riva è destinata al declino sia nella buona che nella cattiva sorte.
Scritto da: gastone | 10/03/08 a 14:11
Credo che se si vuole capire cosa sia successo ad Alessandro Riva e a tanti altri sia indispensabile leggere il libro da poco uscito per Chiarelettere "Presunto colpevole. La fobia del sesso e i tanti casi di malagiustizia" del criminologo Luca Steffenoni.
Leggetelo e poi la figura di Riva risulterà molto più chiara e comprensibile.
Scritto da: daniela | 29/09/09 a 23:10