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Hanno scritto di Satisfiction: quotidiani

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Commenti

Christian

Quando ritirò l'Oscar alla carriera, fu una scena molto triste per via di quel che era accaduto durante il maccartismo. Lo presentarono sul palco De Niro e Scorsese, Kazan era vecchio e camminava con fatica. Ma non bastò ad intenerire nessuno. Rammento un Nick Nolte chon le braccia incrociate, in prima fila, disgustato, e come lui tanti altri pseudo-artisti. Kazan fu molto dignitoso. Accettò i fischi e ringraziò per gli applausi. L'uomo che aveva modificato la recitazione in America rendendola più vera, sia al cinema che a teatro, dovette allontanarsi dalla scena perchè troppo ingombrante. Aveva sbagliato, in quegli anni? Sì. Ma ci ha dato 'Fronte del porto', signori miei, solo per dirne uno. E andava perdonato e omaggiato a dovere.

sarah

Letta la postfazione, la lettura mi intriga anche se la mole mi spaventa. Non capisco il paragone con Céline: mi par ardito paragonare il collaborazionismo di Céline (che dovrebbero bandire dalle biblioteche, altro che genio, un folle e un antisemita puro) con Kazan che non fu certo un delatore ma un artista cosciente, un difensore di quei valori che hanno portato ad essere l'america la potenza - anche culturale- che è oggi. Che se ne possa dire, che possa piacere o no, è anche grazie al maccartismo che gli usa uscirono da quel vicolo cieco che è il bolscevitismo più bieco ed idiota degli intellettuali

isabella

La postfazione mi ha convinto, i giudizi entusiasti mi sembrano di firme non sospette (Miller o Williams non ricordo si siano mai sbilanciati molto). Non conosco il film che ha citato Serino, Un volto nella folla, e ho visto che in dvd non esiste. Anche quello l'ho segnato. Meglio di "Quarto Potere"? Dalla prefazione sembra di sì, cercherò. Nel frattempo provo a leggere Kazan: sono curiosa. Può un genio del cinema essere altrettanto geniale in letteratura? Che ricordi io, pochi precedenti. Forse Fritz Lang (i suoi racconti uscironi per Editori Riuniti anni fa e andrebbero riproposti: brevi ma fulminanti. Non hannop cambiato l'immaginario collettivo come "Metropolis", il soggetto non era di Lang, ma sono racconti che sono vere folgorazioni).

Isabella

Pietro

Perdonatemi, non intervengo mai, preferisco leggere.
Colgo l'occasione per ringraziare Serino di questo blog che seguo quasi ogni giorno e che mi ha fatto scoprire autori che non conoscevo (la kristof su tutti) o che mi ha fatto riscoprire (ho apprezzato il grande lavoro fatto sul Pasolini inedito e soprattutto su Luciano Bianciardi, autore che merita veramente di essere insegnato nelle scuole).
Dicevo, intervengo, però, per rabbia: come è possibile leggere idiozie - sì sono idiozie- come quelle scritte da sarah? Non che mi aspetti molto da una che si firma con la acca finale ma dire che Celine è solo un antisemita e che il maccartismo ha creato la grande america mi sembra un vero sciocchezzaio.
Celine ha rivoluzionato la scrittura del '900.
Quanto all'America tutti questi grandi vantaggi non mi sembra di vederli. Non so, ci penso: il chewingum?

alessandra romei

mi limito a questa citazione. qui, x me, il problema della non letteratura di questi anni, il distacco sempre più evidente da una letteratura civile che meriteremmo....
“Non scrivo per divertire, ma per disturbare. Credo che la letteratura sia in grado, anche in modo indiretto, di disturbare: cioè di cambiare un mondo che se lo accetti davvero così com’è sei come minimo un idiota”.

Luca

Non si può discutere il fatto che kazan sia stato un artista controverso. come sottolinea serino -però- non si può nemmeno ostracizzarlo come ha fatto l'america.

@sarah: non riesco a capire se tu sia reale o meno. nel caso, dove vivi? nel magico mondo di disney?

Andrea Gertoni

Non credo si possa semplificare in un post la questione della Commissione McCarthy. Nè tantomeno liquidare il contrastato Kazan in due righe. Ci è riuscito molto bene Serino, la sua postfazione mi ha convinto e mi incuriosisce come un genio del cinema come kazan (questo è innegabile, a che sia stato un genio nessuno può opporsi) si ponga invece come scrittore.

emma

dalla prefazione mi sembra molto molto attuale. più attuali di molti dei romanzi che mi capitano ultimamente sotto gli occhi. su kazan credo che le sue opere, come scrive serino, siano il punto chiave. le interpretazioni a posteriori, di quel periodo storico in particolare poi, mi sembrano azzardate.
l'ottimismo americano di sarah, con la acca finale, mi fa pensare che di strada ce ne molta da fare, e cito, "prima che la strada faccia noi"

davide fent

Cia Gian Paolo, continui a scolpire parole che entrano nell' Anima. Bellissima postfazione. ...
Mi permetto di ricordare che è lo stesso regista a scoprire, nel 1955, un certo James Dean, dandogli il ruolo di protagonista ne La valle dell’Eden...
Lascio da parte le polemiche... Basta "Un tram chiamato desiderio" e "Fronte del porto" per entrare nell' Eternità, almeno nel Paradiso dei cinefili...
Il Cinema è Sogno,è inconscio emotivo, ha ragione Dario Argento quando l' altro giorno allo IULM ha detto "Ogni volta che ognuno guarda un film è come se fosse sul lettino dello psicanalista"...
e poi "Ma pur necessari, i libri non parlano da soli (Raymond Klibansky)"
Baci e Abbracci
davide

Gianluca Parravicini

L’america è il luogo che del puritanesimo e delle contraddizioni ne ha saputo fare stelle ( alcune incise nel firmamento) e strisce, e quello che ha fatto a Kazan è una delle sue più “commendevoli meschinità”, deflagranti forse come questo ossimoro…. Tutti ricordiamo quel giorno alla consegna dell’Oscar alla carriera, molte star di Hollywood rimasero sedute e non lo applaudirono, ricordo Nick Nolte e Ed Harris, anche Spielberg si mostrò poco entusiasta. Pur considerando Samuel Fuller il più grande cineasta americano, discutibile lo so, non si può prescindere dal cinema di Elia Kazan, il quale a sua volta fu enormemente debitore a Marlon Brando, James Dean, Paul Newman per quanto hanno saputo stanislavskiamente offrire. Tutto quello che combinò la commissione McCarthy è oramai materiale per riempire un materasso e sdraiarcisi sopra.

ellepi

Mi piacerebbe poter dire una cosa, magari molto banale o scontata, e che ha a che fare sostanzialmente con la necessita di riconoscere l'asimmetria implicita fra uomo e opera. Se viene presentato un romanzo, e si dice che quel romanzo è ottimamente scritto, è una vera opera d'arte - cioè è un meccanismo emotivo capace di scuotere e trasgredirci, non bisogna meravigliarsi poi tanto se dietro quel meccanismo si nasconde un farabutto, un criminale, un pezzo di m***. Questo trasferire sul piano della vita il contenuto dell'opera è una visione tardo-romantica, ma poco realistica. Le vite degli artisti amati, tranne poche eccezioni, sono quasi sempre deludenti.
Per quanto riguarda questo libro di Kazan, ispirato dalla bella presentazione di Gian Paolo, io l'ho acquistato. Anche perché amo Miller e mi sembra sempre un sigillo di garanzia. Ma per ora, approfondirò poi, devo dire caro Gian Paolo che non sono molto convinto. Ma devo ancora terminarlo.

Nevio

Ciao Gian Paolo!

Volevo lasciarti un saluto e cogliere l'occasione per dirti che il mio blog ha cambiato indirizzo. Ora mi trovo qui:

www.neviomanente.com

Grazie! Ciao!
:-)

Nevio

andrea.nobili

Céline lo insegnerei a scuola. Io.
Bandirei invece Faletti, Piperno dalle librerie...

stefano

Caro GPS,
ho finito il libro e penso che l'ultima pagina sia tra le più belle e intense
mai lette, tra l'epilogo e quelle due riflessioni-rasoiate sulle ambizioni e
all'ultima riga sulla vita semplice. Capisco bene ora la tua frase "un mondo
che non assolve: dissolve."
Ciao
Stefano

Gian Paolo Serino

@ Davide: Ti ringrazio per le tue parole. So che il libro ti piacerà (hai detto ad Alice di farne incetta?)
Perdonami l'ignoranza ma la frase che hai riportato mi ha colpito molto. chi è Raymond Klibansky?

@Gianluca Parravicini: Diciamo che è stato uno scambio reciproco: in fondo Kazan quando decise di puntare su James Dean, Dean era poco più che uno sconosciuto.

@Ellepi: sai che qui ige sempre il "soddisfatti o rimborsati".
Sono curioso del tuo giudizio finale perchè, secondo me, come ha sottolineato Stefano, è proprio nelle ultime pagine che si afferra ancor più il senso e si sfugge a Il Compromesso

@Nevio: Caro Nevio, felice del tuo saluto e contento del tuo sito che ho visto e visitato stanotte.

@Stefano: Ciao Stefano, non sei certo un lettore "facile" quindi mi fa piacere che ci siamo ritrovati anche in questo libro.
Malgrado il tuo amore per gli esordienti italiani...
Permettimi di dirlo qui: Stefano è un autentico appassionato della nuova narrativa italiana degli ultimi 20 anni, una vera banca dati dove i dati sono l'amore per i libri, l'apertura per la novità, il coraggio delle scelte.
Tutte qualità che, purtroppo, spesso mancano ai vertici dell'editoria.
Felice eccezione Stefano ed un onore averlo tra i lettori più cari di questo blog.

davide fent

Ciao Gian Pa :-)
Raymond Klibansky, filosofo tra i migliori allievi di Karl Jaspers ("Saturno e la melanconia" Einaudi)...
Baci e abbracci :-) :-) :-)
davide

Gian Paolo Serino

Ciao Davide, sai che proprio non lo conoscevo. mentre amo molto jaspers: "Saturno e la melanconia", insieme a "Nati sotto Saturno" di Wittkower (sempre Einaudi, ma tascabili) sono testi che in molti dovrebbero leggere. Perchè, come scrive Jaspers in un passaggio di "Saturno", "lo spirito creativo, pur condizionato nell'evolversi della malattia, è al di là dell'opposizione tra normale e anormale e può essere metaforicamente rappresentato come la perla che nasce dal difetto della conchiglia: come non si pensa al difetto della conchiglia ammirandone la perla, così di fronte alla forza vitale dell'opera non pensiamo alla schizofrenia che forse era la condizione della sua nascita...".

Laura

Grazie Gianpaolo, ho finito il libro ed è davvero un libro che lascia molto.
Complimenti anche per la tua postfazione: l'avevo letta prima di leggere il libro e mi era sembra un pochino sintetica.
Poi a libro finito l'ho riletta e ho capito quello che tra le righe, senza tanti giri di parole, volevate dire te e kazan.

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