Martedì 24 ottobre alle ore 18 al Mel Bookstore di Bologna (via Rizzoli,18) irromperò in una conferenza organizzata dalle scrittrici Elisele e Francesca Mazzucato e da Marco Pardini (edizioni Pendagron). Irromperò perché a me le antologie di scrittori non sono mai piaciute. Curioso è che tutti i partecipanti, tranne me, sono autori, ideatori, curatori o editori di antologie. Insieme discuteremo del Fenomeno delle Antologie: da Gioventù Cannibale a The dark side. Ma che cosa sono, o cosa sono diventate, le antologie? Sono solo vetrine autoreferenziali di autori emergenti o già noti, o piuttosto progetti editoriali di più ampio respiro? A chi giovano, a chi no? Come si è evoluto il concetto di antologia in questi ultimi anni, partendo dal caso editoriale di Gioventù cannibale? Chi legge e chi non legge le antologie, e perché?
Introdotti dal giornalista Alberto Sebastiani oltre al mio ego - ben contento di rivedere Bologna, conoscere di persona gli organizzatori, salutare vecchi amici e incontrare Ettore Bianciardi (il figlio del grandissimo Luciano Bianciardi) interverranno:
Antonio Bagnoli (direttore editoriale della casa editrice Pendragon di Bologna)
Ivano Bariani ( Autore del romanzo “16 vitamine” (minimum fax), sta curando un'antologia con 99 partecipanti)
Giulia Belloni (curatrice della fortunata antologia di nuovi scrittori “Gli intemperanti”, edita da Meridiano Zero, e ufficio stampa della stessa casa editrice)
Luigi Bernardi (consulente editoriale, ex direttore della collana Stile Libero Noir, scrittore, curatore del progetto "Lama e Trama")
Ettore Bianciardi (bibliotecario, curatore del progetto, poi diventato antologia, "Scrivi con lo scrittore")
Gianfranco Borelli (editore)
Matteo Bortolotti (Scrittore, autore del noir "Questo è il mio sangue", Mondadori)
Marco Giorgini (direttore di Kult Virtual Press e curatore di antologie)
Gianluca Morozzi (scrittore Guanda)
Andrea Nobili (editore)
Giulio Perrone (editore)
Flavia Piccinni (vincitrice del Premio Campiello 2005, curatrice di antologie)
Paola Presciuttini (autrice MeridianoZero con “Non dire il mio nome” e di racconti in antologie)
Rossano Trentin (agente letterario)
Massimiliano Zantedeschi (agente letterario)

Eliselle e Marco Nardini ;)
Domani è il gran giorno!
Vi aspettiano!
Scritto da: Eliselle | 23/10/06 a 23:52
L'argomento stimola molto: anch'io non ho mai amato le antologie. E nemmeno quelle del ginnasio mi stavano molto simpatiche. Mi dispiace essere distante quei cinquecento chilometri e rotti che mi impediscono di fare un salto. Cercherò di essere presente "virtualmente" per questi lidi.
Ciao
Scritto da: Francesco | 24/10/06 a 01:10
Purtroppo sono lontanissimo da bologna ma che piacere mi avrebbe fatto incontrare Luigi Bernardi, il vero padre del noir italiano, uno che quando nessuno sapeva cos'è il noir pubblicava Patrick Raynal, uno che quando il giallo in italia veniva considerata letteratura per dementi pubblicava Leo Malet, uno che quando vivevamo anni di "P-A-U-R-A" aveva già scoperto Carlo Lucarelli.
Un monumento della letteratura e dell'editoria italiana.
m.m.
Scritto da: Maurizio | 24/10/06 a 07:40
Serino perchè non ti piacciono le antologie di racconti? Gioventù cannibale era folgorante, ha contrinuito a svecchiare la narrativa italiana, a far conoscere geni come ammaniti e aldo nove.
Scritto da: aldo | 24/10/06 a 09:18
Ciao gianpaolo: visto che ho cambiato mail?:)
Non credevo di riuscire ma ce l'ho fatta.
Elenoir
Scritto da: Elenoire | 24/10/06 a 09:34
@Aldo Ammaniti e Nove mi piacciono ma da lì a chiamarli geni ce ne passa.Indubbiamente Gioventù cannibale aprì un altro universo narrativo. era dai tempi di coda di piervittorio tondelli che noi giovani (allora) non trovavamo chi raccontasse il nostro mondo e soprattutto usasse il nostro linguaggio. Scrivendo tutto questo però mi viene il terrore che se mi legge qualche under 25 mi prenda per vecchio. devo usare x al posto di per? E' questo il problema
Andrea
Scritto da: Andrea | 24/10/06 a 09:58
perchè demonizzare le antologie se hanno un senso?
Mettiamo alla berlina quelle che sono palesemente una marchetta, quelle che sono sganciate dal senso proprio
dell'antologia (ovvero offrire una gamma di autori con testi per far si che vengano conosciuti - o riscoperti - ). Questo accade molto in poesia. Ogni due per tre viene tirata fuori un antologia e voilà, ecco le polemiche.
Ora: so che in poesia è molto piu difficle che in narrativa. Per fare un antologia seria ci vorrebbero tanti curatori quanti sono le regioni d'Italia e al corrente di cio che in ogni regione accade (autori emergenti, Grandi Vecchi della tradizione, etcc), superpartes per far si che siano obbiettivi e via dicendo. E' una cosa che ho già espresso anche in passato in diverse interviste e tutti a far si con la testa, a dare ragione, e pronti subito dopo a crocefiggere l'antologia sulla prima croce.
Se fatta bene, l'antologia diviene uno strumento indagativo.
Se fatta male è una cagata che segue solo le ragioni di cosca, di casa editrice, di moda. Solo in questo caso riterrei il volume antologica ottima carta da camino.
Scritto da: fabiano | 24/10/06 a 10:30
@Fabiano: Io non comprendo neanche le antologie di poeti. Tutte le antologie mi sembrano mere iniziative commerciali. Posso sempre cambiare idea ma mai trovato una antologia che abbia cambiato me.
Scritto da: Acrilide | 24/10/06 a 11:14
Caro GPS, mi spiace non esserci date le premesse. Io invece seguo con interesse le antologie, ne ho quasi una collezione a casa a partire dalle 3 Under 25 di Transeuropa. Sono d'accordo con Fabiano sul fatto che possono essere uno strumento indagativo e conoscitivo della realtà che ci circonda, delle nuove scritture e di nuovi scrittori. E sono altresì d'accordo che se prendono la piega delle antologie Einaudi Stile libero in cui si cerca solo di cavalcare le mode, non sono degne di essere prese in considerazione.
Scritto da: stefano | 24/10/06 a 12:04
antologie come compilation musicali...
2 tipi quelle che servono per pubblicare un pezzo mediocre/orrendo di un artista famoso quelle tematiche quelle ben riuscite, un mosaico di buoni racconti, insomma sono più un'esperienza creativa di chi le inventa che un'opera vera e propria...capisco anche perchè non piaccioni...raramente lasciano il segno!
Scritto da: antolpizza | 24/10/06 a 13:08
@ Acrilide:
e il panorama della poesia giovane e valida (che non trova spazio nè nella grande editoria, né nelle librerie che i piccoli editori non vogliono e non tengono) come lo scopri?
Perchè la poesia giovane appare solo
- su antologia
- per editori misconosciuti (e talvolta buoni. Ma sempre sconosciuti)
Ti che fai?
- non leggi
- leggi solo la grande editoria e i Grandi Nomi?
- comri TUTTI i libri dei piccoli editori, cercando la voce che piu ti piace?
Oppure è meglio un'antologia che racchiude sprazzi, un sunto di ciò che l'autore rappresenta e che il lettore andrà - se sollecitato bene - ad approfondire?
Scritto da: fabiano | 24/10/06 a 16:02
@ Acrilide:
e il panorama della poesia giovane e valida (che non trova spazio nè nella grande editoria, né nelle librerie che i piccoli editori non vogliono e non tengono) come lo scopri?
Perchè la poesia giovane appare solo
- su antologia
- per editori misconosciuti (e talvolta buoni. Ma sempre sconosciuti)
Ti che fai?
- non leggi
- leggi solo la grande editoria e i Grandi Nomi?
- comri TUTTI i libri dei piccoli editori, cercando la voce che piu ti piace?
Oppure è meglio un'antologia che racchiude sprazzi, un sunto di ciò che l'autore rappresenta e che il lettore andrà - se sollecitato bene - ad approfondire?
Scritto da: fabiano | 24/10/06 a 16:03
Sottoscrivo. Anch'io sono favorevole alle antologie tematiche purché siano ben curate. Due esempi tanto per darvi l'idea: Crimini, pubblicato da Einaudi e curato da De Cataldo, e Quattordici colpi al cuore, curato da Quadruppani, e pubblicato da Mondadori qualche anno fa.
Scritto da: Paolo Roversi | 24/10/06 a 16:06
Gian Paolo sono venuta per conoscerti questa sera. ho ascoltato il tuo intervento e come promesso sei stato davvero folgorante. in 2 minuti hai acceso il dibattito e scatenato le ire del pubblico. ma sei sempre così magnetico? Volevo parlarti ma
ho visto che parlavi con Stefano Bonaga e poi sei andato via con lui. ti ho aspettato ma troppo caos.
Non ti ho mai voluto scrivere ma ti lascio la mia mail, mi piacerebbe scambiare due chiacchiere con te anche via mail (anche se di persona sarebbe stato più carino).
Grazie: è stata una bella serata e poi ho incontrato Marcello Fois che mai avrei pensato di conoscere lì, è il mio scrittore preferito. ti ringrazio anche di questo.
Elena
Scritto da: Elena | 24/10/06 a 23:46
Allora?
Com'è andata questa serata bolognese?
Ci "antologizzi" il meglio degli interventi?
Dai... che qui siamo curiosi noi che non potevamo esserci!
Scritto da: Francesco | 25/10/06 a 11:02
La serata bolognese, come scrive elena, si è movimentata un po' dopo l'intervento di serino che, senza troppi giri di parole, ha ammesso di non amare le antologie adducendo le sue motivazioni. Ovviamente ha spostato le coordinate della discussione che, però, senza troppa difficoltà è rientrata nei toni dell'autocelebrazione, al punto che una delle presenti, autodefinitasi 'LETTRICE PURA', è stata costretta, dalla noia del dibattito e la relativa incompiutezza, ad alzarsi e andar via.
Cosa dire?
L'unico magnetismo era di serino ma.. come mai io non sento l'esigenza di fare 'due chiacchiere' con lui?
Scritto da: MagnumPiAi | 25/10/06 a 11:20
Un incontro "esperimento" fatto di momenti di riflessione e polemica e di momenti più ironici e distensivi, grazie anche alla verve di scrittori come Gianluca Morozzi (un vero "fenomeno delle antologie" lui stesso, visto l'elenco infinito a cui ha partecipato; a ragione, perché è un grande scrittore) che hanno dato il loro personale contributo, il loro punto di vista, necessario per avere un quadro più ampio (e qui non si tratta di autocelebrazione, ma di citare esperienze che portino qualcosa in più alla discussione). Un incontro di opinioni, scambi e interazioni. Voleva essere una sperimentazione, è la prima volta che si organizza un evento toccando argomenti di questo genere ("chi legge le antologie? chi le compra? chi le apprezza? a chi giovano?") e tutti insieme, senza arrivare a un punto fermo, senza trovare risposte certe (da qui la famosa incompiutezza citata da qualcuno, ma comunque non era in preventivo il contrario). E’ un primo passo, ci sono cose da mettere a punto (ad esempio una sala più grande, un tavolo che accolga più partecipanti insieme, per un vero e proprio dibattito – tavola rotonda, che allontani definitivamente l’idea e il rischio dell’evento come autocelebrativo; c’è chi suggerisce anche un rinfresco, e l’idea non è affatto male...), altre che hanno lasciato entusiasti ospiti, relatori e pubblico (e qui un grazie a Serino e Fois per il loro apporto, il primo fortemente voluto, il secondo una gradita sorpresa). Proprio questo, insieme al desiderio di migliorare un evento su un argomento di questo genere ha spinto qualcuno a chiedere (già prima che arrivasse il 24 ottobre) una seconda puntata. Dopo le conferme di ieri sera, a evento concluso, la seconda puntata si farà. A Milano. Con più calma, con maggiore tempo a disposizione. Con un minimo di esperienza alle spalle (che fa sempre bene), che permetterà di correggere il tiro e dare spazio ad altri aspetti che la mancanza di tempo ha impedito di toccare, e soprattutto una maggiore interazione col pubblico. Che comunque può intervenire sul blog dedicato all’evento ( http://www.fenomenoantologie.splinder.com/ ) per criticare, suggerire, dire la propria: è un luogo vivo, da mantenere tale. Ringrazio chi ha partecipato e chi è intervenuto, per me è stato un vero onore essere presente.
Scritto da: Eliselle | 25/10/06 a 14:17
@ Magnumpiai: sono la "lettrice pura" - tale nel senso dato dalla Mazzucato: solo lettrice e non anche scrittrice o aspirante tale - e mi sono alzata perchè non hanno risposto alla mia domanda.
Come conferenza era organizzata malissimo: oltre 20 relatori in 120 minuti fa 6 minuti per relatore. Nessuno aveva una traccia di intervento, tutti a braccio, non c'erano cavalieri col nome e non si sono presentati all'inizio della loro dissertazione.
Sono intervenuta perchè il primo tra il pubblico che ha contraddetto Serino è stato zittito con "dobbiamo seguire il programma" e ho visto la sua reazione di rabbia.
Ho suggerito un programma più flessibile, e ho chiesto cosa volessero dalle antologie. Risposta: abbiamo tempi stretti per i molti interventi.
Mi sono sentita una comparsa del loro teatrino e me ne sono andata.
@ Eliselle: sei estremamente edulcorata nella tua cronaca della serata (iniziata alle 18, me ne sono andata alle 19, alle 20 doveva finire). E dimostri una volta di più che i letterati italiani (siete voi? siete voi gli intellettuali? come chiedeva qualche # fa FanFanLaToulipe) sono terribilmente autoreferenziali.
@ Serino: ora ho capito perchè sei considerato tanto particolare in questo mondo!
Scritto da: susanna | 25/10/06 a 14:34
@susanna!
Essere citato da una 'lettrice pura' mi emoziona e non posso che 'postare'.
L'intellettuale è come una 'pupa' che si ibelletta, con un'unica differenza: invece di usare la cipria, usa la citazione....
Non dimentichiamo che prima della parola c'è il pensiero..e il pensiero non è mai di chi ne sa di più ma sempre di chi vuol saperne di più.
Scritto da: Fanfan La Toulipe | 25/10/06 a 14:49
@ Susanna: non sono un'intellettuale, sono una lettrice come te :)
E mi spiace che tu non abbia capito che la questione dei "tempi" non era una scusa per non fare parlare anche chi, come te, poneva domande diverse da quelle che erano citate nel programma, ma una autentica problematica che mi auguro verrà eliminata alla prossima occasione.
Le critiche fanno sempre bene, ma se chiedi flessibilità forse dovresti anche concederne un po' tu stessa: nel tuo intervento qui, è difficile trovarne :)
Scritto da: Eliselle | 25/10/06 a 15:00
@ Eliselle: se sei solo una lettrice come mai ho visto la copertina di una tua pubblicazione?
Io sarò rigida, ma tu mi vuoi prendere in giro.
In ogni caso ho consigliato flessibilità nell'organizzazione degli incontri. Al di là dei possibili o meno interventi del pubblico.
Ho capito benissimo, e tu?
Ho guardato il blog da te indicato: 18 interventi, 13 persone conosciute come addette ai lavori in sala. Quanti erano come me? nè scrittori nè aspiranti?
Scritto da: susanna | 25/10/06 a 15:04
@ FanFan: quelli che tu descrivi sono quelli che si credono intellettuali.. Triste ritratto che ne fai.
Scritto da: susanna | 25/10/06 a 15:06
Pubblicare un racconto non fa di me né una scrittrici nè una intellettuale, Susanna. Almeno, io la penso così, e non è per prenderti in giro (a che pro? sarebbe stupido e non è da me) ma perché semplicemente è un mio punto di vista.
Il tuo consiglio è accettato anzi, è una delle cose che abbiamo messo in conto per la prossima volta: in ogni "piano" organizzativo ci sono sempre delle falle, soprattutto quando è la prima volta che si mettono insieme così tante persone (e siamo stati costretti a dire di no a tanti... che verranno alla prossima) e si cerca di dare una traccia e un'unità al tutto. Ci abbiamo provato. Come sempre, al primo tentativo si osservano reazioni e risposte (e soprattutto critiche) per migliorarsi. Certo se fosse stato definitivamente un buco nell'acqua o una cosa inutile non ci avrebbero chiesto di ripeterlo. Insomma, qualcosa di buono, nel mucchio, c'è stato.
Anche a me piacerebbe molto sapere chi è venuto per seguire e non era addetto ai lavori: alcuni sono venuti per vedere scrittori o editori in azione, ne sono certa, altri solo per curiosità. Sarebbe bello raccogliere dati. Vedrò se ci sarà modo.
Scritto da: Eliselle | 25/10/06 a 15:11
Ciao Gian Paolo,
la tua domanda ha una risposta semplice semplice, oserei dire ovvia.... Esistono buone antologie e cattive antologie ;-)
Detto questo, quali antologie buone ci sono? Poche, temo.
Il motivo -secondo me- è non nello "strumento", ma nel perché si fa una antologia, che troppo spesso non segue una idea (sociale, letteraria o.), ma solo logiche commerciali o presunte tali (per i piccoli, che possono avere nomi di spicco senza spendere una fortuna, per i grossi editori invece per rilanciare alcuni scrittori, scoprine altri o un generico ... beh questo tema tira... il che spiega le mille antologie sul sesso, omo, lesbo, estremo ecc ecc).
Adesso la scommessa è unire dietro un valido progetto diversi punti di vista: dare una visione di insieme, qualcosa che sia anche imperfetto, ma sincero e vivo. E per far questo l'antologia rimane il mezzo migliore. Almeno credo.
Scritto da: Leonardo P | 25/10/06 a 15:14
Se vuoi un altro consiglio: il programma si distribuisce ai partecipanti. Sconsiglio l'iscrizione alla conferenza tramite compilazione di scheda perchè dovreste chiedere il consenso per il trattamento dati (legge sulla privacy).
Per incontri meno formali si usa chiedere: "domande?" alla fine di ogni intervento.
L'alternativa è un incontro tra amici.
Ho capito bene la mancanza di professionalità degli organizzatori (l'esperienza si fa anche sul campo, nessun problema), ma ho anche colto l'inadeguatezza a spostarsi dal prestabilito.
Sai chi ha capito alla perfezione il mio andarmene? colui che mi ha detto mentre passavo "dove vai? resta", presentatomi 5 minuti dopo da un'amica presente. E ho paura che vi dia 5 a tutti... (Serino, se lo vuoi invitare alla discussione mi faresti felice, e innalzerebbe il livello degli scambi, potendo lui certo contare su una notevole quantità di pensiero, nel senso espresso da FanFan)
Scritto da: susanna | 25/10/06 a 15:19