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Hanno scritto di Satisfiction: quotidiani

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Commenti

Davide Fent

Caro Gian Paolo, Gentilissima Gemma,
Buongiorno. Amando la pittura e la scrittura di un sostenitore del Dadaismo come
Pablo Echaurren, e ho sempre apprezzato come Lui i pugni nello stomaco della Cultura italiana come il pisciatoio esposto nel 1917 da Duchamp, il Quadrato nero del suprematista Malevic, i barattoli di Merda d'artista messi in vendita nel 1961 con successo da Piero Manzoni, e come Lui li proclamo "capolavori assoluti", bhe un azione di Cultura Vera contro la controKultura sarebbe carina, e trovo che Nabokov sarebbe adatto, i mi candido a declamare pezzi eccelsi di Antonio DElfini morto dimenticato da tutti, Professori, Critici austeri e Case Editrici.
Baci Assoluti.
Davide Fent

Teo

Che D'Orrico e la critica letteraria non stiano passando un momento felice è palese. Ricordo i tempi della "terza pagina": aprivi il giornale e subito ti trovavi per prime le notizie letterarie. Ora e non dimentichiamocelo sono relegate tra lo sport e l'economia. Il Corriere diventato ormai illeggibile: recensiscono solo libri bompiani, rizzoli e soci (che pubblicano loro stessi) o promuovono le collane da edicola (che adesso non sono più nemmeno di altri editori ma ti propinano come un capolavoro persino Scurati)oppure parlano di un libro se esiste un pettegolezzo sull'autore o si è buttato dalla finestra (comunque state sicuri non prima di aver lasciato il suo ultimo libro).
La situazione mi porterebbe davvero a invocare, come ben sai gian paolo, al futurismo. Le redazioni invece di aspettare di riempire i fogli a seconda degli introiti della pubblicità dovrebbero ritrovarsi come i poeti francesi. in assenzio tra verlaine, rimbaud, charles cros non credo che D'Orrico farebbe una bella fine.
Ciao Gian Paolo e in bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro. Si inizia lunedì, o sbaglio?
Un abbraccio, Teo

susanna

Questione di orizzonti. Prima di internet e dei lit blog riuscivo comunque a comprare libri. Mentre prima di leggerne qui non sapevo - e forse non lo so nemmeno ora - chi fosse D'Orrico.
Non seguo molto la critica letteraria, non nel senso di critiche tra critici (orizzonte che non è il mio), diventa autoreferenzialità noiosa a chi è semplicemente interessato alla letteratura. Il silenzio è un bene raro e un'arma poco usata.
Nessuno oggi avrebbe il coraggio di spegnere le luci (anche senza menar le mani), piuttosto amando tutti molto i fari, nel senso di luci della ribalta, che ognuno ha diritto alla felicità (negli USA è costituzionale) di 15 minuti di popolarità (profezia di Warhol). Gli ultimi irriverenti sono stati i punk degli anni '70, sputando, a luci ben accese.
Opporsi al sistema? quale sistema?
Questione di orizzonti.

Ya basta!

Contro tutti i D'Orrichi del mondo SEMPRE!!! Questa Gemma è fuori ma è simpatica, un peperino!!! O un peperoncino ?

Terry

@Susanna

Non sono d'accordo con quello che scrivi. Anche io sono una lettrice e da poco mi sono affacciata nell'universo molto folle dei lit blog ma ho sempre seguito, più o meno, i consigli della critica. Anche io prima di questo blog non sapevo chi fosse D'Orrico: contenta di averlo saputo. Come credo in molti e molte mi affidavo quasi sempre ai suoi consigli quasi a occhi chiusi. Ora continuo a leggerlo cma con più diffidenza. Lavoro in saltro ambito ma credo e non voglio delegare che dagli addetti ai lavori in primis dovrebbe partire un No secco a questi meccanismi che Gianpaolo ha ribattezzato marchetting. Invece mi sembra tutto impostato sul non voler dire tra critici,scrittori, giornalisti, blogger pur di non disturbare i potentati.
Noi da lettori che potremmo fare? Io nel mio piccolo guardo con altri occhi D'Orrico ma passarci sopra cara Susanna mi sembra da consumatori totalmente passivi.

Terry

susanna

@ Terry: mi sono certamente espressa male, che "consumatrice passiva" non mi si addice.
L'ho già scritto un paio di volte: CREDO FERMAMENTE NELAL CAPACITA' DI SCELTA DEL LETTORE, E DI DISCERNIMENTO. Pecco di superbia ma ritengo di non aver alcun bisogno che qualcuno mi avvisi di chi è professionalemente D'Orrico o altri. E allargo agli altri lettori: una volta acquistato il libro consigliato e capita la fregatura non c'è alcuno che possa chiarirmi più del libro-fregatura stesso cosa ha scritto il critico.

Filippo

Intervengo, da mesi leggo senza intervenire ma inizio a sentirmi un poco un voyeur. Io credo che la critica abbia delle responsabilità nei confronti del lettore. Infatti seguo - quando mi è possibile- i consigli di Serino sempre consapevole della promessa di essere rimborsato. Mai accaduto anche grazie all fatto che per esempio i noir o i gialli non mi piacciono, ma dei gran libri grazie a Serino li ho scoperti. Lo stesso su altre rivite o altri blog. Però penso: non sarebbe anche ora che i lettori, soprattutto quelli più indifesi, aprissero gli occhi.
a SUSANNA: un bel discorso ma non sei troppo ingenua?

Filippo

susanna

@ Filippo: ingenua non credo, piuttosto direi fiduciosa. Ho un'intelligenza media, e se so scegliere libri di mio gusto io, allora tutti sono in grado di farlo.
Il mio primo intervento era proprio inteso a sottolineare che i lettori non sono così ingenui da "cadere" nelle trappole di critici con interessi diversi dal consigliare buone letture. E quindi lo scandalo, e la conseguente necessità di lotta contro il sistema del marchetting, è solo negli occhi di chi è interno al sistema. Per questo ho iniziato e finito con gli "orizzonti".

Gemma Gaetani

Volevo intervenire solo per spiegare un dettaglio. Anche perché oggi si rischia spesso di essere fraintesi (non apprezzare "Gomorra" diventa volere la morte di Saviano o che il Sud resti tale com'è, non suggerire che ci sono più approcci interpretativi e dunque pragmatici nei confronti della Camorra, o che bisognerebbe continuare a fare e fare qualcosa soprattutto fuori dalle pagine che rischiano di mettere la coscienza a posto e buonanotte, o ricordare che un libro è un prodotto, oggi più che mai, e una grande casa editrice può decidere di pubblicare un libro "scomodo" innanzitutto perché sa che, oliando come il mercato permette di fare, certo, ma bene i meccanismi della diffusione, venderà un fracco di copie, e se uno stesso libro di denuncia non pensassero che venderà difficilmente lo pubblicherebbero e distribuirebbero). Tornando a bomba, volevo dire che per me D'Orrico non è il male assoluto. E' però ormai ridicolo il caso "Bar Biturico". Considerato quanto poco spazio hanno i libri, in queste righe usa-e-getta sulle riviste più diffuse che se ne occupano, insomma la marchetta riconoscibile, a puntate che non finiscono mai, è vergognosa. Nello stesso numero si intervista anche Piperno, lanciato appunto da D'Orrico... Se i critici iniziano a fare gli uffici stampa di pochi autori, e sempre gli stessi, in che modo, usando quell'approccio sistemico che piace tanto a Saviano, il non visibile verrà mai fuori? Ma anche, come dice Davide, di Artisti con la A maiuscola. Un caso su tutti. Paola Malavasi. Sapete chi è? Pasquale Panella, ben più noto. Avete mai trovato un suo libro in libreria o in una recensione di D'Orrico? Anche per questo, e questo è un messaggio per nulla polemico ma sincero e posto nella sua elementarità a Gianni Biondillo ma soprattutto a chi di Nazione Indiana e non solo si è scagliato anema e core contro recensioni dissenzienti su "Gomorra", si sente l'esigenza di dire "Basta con 'sto Saviano. Ridiamogli il valore che ha. Posate gli striscioni. Ora parliamo di altro. Di Saviano impubblicati o magari morti davvero ce ne sono migliaia. Si faccia quello che si deve fare nel Sud"... E non è intellettualismo, idea del Pantheon di critici e scrittori, sfiducia nel fatto che un libro, bello o brutto, possa cambiare qualcosa mentre la rappresenta letterariamente. E' l'esatto contrario!

Scusate la lunghezza, e l'accademicità che a volte ho nel tono (Terry, ho letto quello che pensavi della mia recensione di "Gomorra"!!! :0) Scherzo, con argomenti non offensivi o paranoici ognuno può pensare ciò che vuole di ciò che vuole, la libertà di opinione meditata o pure istintiva è sacra). E' l'esatto contrario di come in realtà sono.

Buon proseguimento,
GG

Annarita

Apprezzo le voci fuori dal coro e concordo con lo sbeffeggiare il flop lanciato da D'Orrico. Alla Gaetani, che invita a "fare quel che si deve fare per il Sud" (cosa?), e a coloro che hanno accolto "Gomorra" come un capolavoro da leggere nelle piazze segnalo che per i mali di Napoli e del Sud non è bastata neanche la denuncia, letterariamente molto bella, di La Capria.
Per questo non ho ancora letto Saviano.

Renato

Qualcuno ha già letto il nuovo di andrea vitali? Lo recensiva ieri D'orrico (che me lo ha fatto scoprire) però la produzione di vitali mi sembra che si stia trasformando in una narrazione industriale. 1 romanzo all'anno li trovo esagerati. neanche fosse Raul Montanari

Renato

ilaria

Esterrefatta per questa vicenda incredibile del Bar biturico (anch'io rimanevo a bocca aperta nel leggere l'articolo di giovedi'relativo ai luoghi di bar biturico a Capri, che secondo D'Orrico e Zincone quest'estate tutti corrono a visitare),ciononostante continuo a seguire D'Orrico.
Come già ho scritto a Gianpaolo, sostanzialmente perchè quando parla di autori americani non mi delude mai.
Quando parla di autori italiani, ho sempre considerato poco le sue iperboliche presentazioni.
Però in alcuni casi, nei quali il battage mi sembrava esagerato, e dove era comunque evidente l'operazione lancio', non solo da parte sua, alla resa dei fatti mi sono trovata concorde con le iperboli; penso ai libri di Piperno e Buttafuoco(apriti cielo).

Gemma Gaetani

@ Teresa

Offesa, scherzi? No no! Come già ti ho detto, ci mancherebbe. Dici un'altra cosa su cui bisognerebbe riflettere. I "luoghi della scrittura", quelli in cui la scrittura si vende. Ecco, a me premura far notare che niente è casuale. Se trovate un libro in vetrina o alle casse, in pilette, e un altro no, vuol dire che il libraio pensa che venderà. Paradossalmente venderà di più perché sarà più visibile, anche. Il malfunzionamento o il pilotaggio di tali meccanismi, magari non si possono fermare (e forse nemmeno si devono, pure i librai potranno ben fare quello che vogliono). Ma che siano noti. Sostituisci a librai critici e a vetrine rubriche di critica letteraria, e il discorso è identico. Con la differenza che il libraio è il proprietario della libreria, il critico non lo è della testata su cui scrive. D'altronde non scopro l'acqua calda. La pubblicità esiste da un po', e non di certo perché i copy si comprino una casa col mutuo, ma perché la massa abbia notizia dei prodotti... Quando la critica si trasforma in mera pubblicità, non va tanto bene. Per quanto trovi ingiusto dietrologie come che se scrivi di un libro pubblicato dallo stesso editore che ha pubblicato te, così, secca, parte l'accusa del marchettone. Anche se alcune testate impongono ai collaboratori che siano anche scrittori di non parlare di libri di colleghi di casa editrice. Insomma, bisogna stare attenti a pesare bene le accuse o i sospetti di marchetting, non tutto lo è. D'Orrico, in questo caso, sì. E fa quasi tenerezza dato l'evidente giochino... Però basta! Ce lo siamo comprato il "Bar Biturico", ora possiamo dire a ragione che non c'è piaciuto per niente, basta!!!

Scusate lo sfogo finale. It happens. :)

Davide Fent

Buonasera,
Gemma ha scritto con questo sfogo finale un pezzo reale che dovrebbe girare in tutti i Blog che si occupano di Letteratura, appello ai Wu Ming che non sono stati marchettati da nessuno, appello a Gianni... Forza, forza... Su Andrea Vitali non scrivo perchè gli Voglio un Bene dell' Anima, rivoglio anch'io l' Andrea in Librerie lacustri con 10 persone, ho però il suo ultimo libro sul comodino e lo leggerò, sicuro che mi distenderà, come mi distende Piero Chiara e il Lago, e poi ha messo il Tariffaruo delle prestazioni delle case di tolleranza in sovracoperta... E' un pò dadaista? Arrivo dalla presentazione a Parolario a Como dello scrittore iraniano Hamid Ziarati col suo "Salam, Maman" mi permetto se Gian Paolo accossente di consigliarlo è Poesia.
PS Gemma di manderò una @mail privata perchè mi ronza nella testa che dietro la Critica Intelligente, molto Intelligente e preparata, e la scrittrice ci sia una Poetessa che si firma con pseudonimo... Ma se eccedo scusami, arrivo da un assaggio di Somelier ma fuori ordinanza...
Baci e Abbracci , W I LIBRI...
davide fent

gian paolo serino

@davide, seguirò il consiglio!!!
il nuovo vitali non è male, ma ormai è una quasi una droga, un atore che distende e qui sta la sua magia. un raccontatore di storie come ce ne sono pochi.
io lo sto finendo in queste ore. serata di settembre, cielo e aria di fine estate...

P F

Ciao Gian Paolo,
ti va di leggere un libro che ho autoprodotto all'estero?

Ne hanno parlato anche sullo Star Tribune. Fammi sapere, inviandomi una e-mail.

Buone cose.

SA

Hatsue

@ Gemma . ME CLAZEIS TOIS ORCHIS

Hatsue

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