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Commenti

Gian Paolo Serino

@Vincenzo:
"Storia della criminalità organizzata, uscita nella Storia D'Italia per Einaudi".

carmine bruno esposito

Pseudonimo ? Che pseudonimo ? Io mi chiamo proprio così, Carmine Esposito. Bruno è il mio secondo nome col quali mi conosco tutti e con quale firmo i miei umili lavori letterari. Pubblico con piccoli editori, non mi conosce nessuno, tranquillo.
Per il resto concordo con chi ha parlato di un tuo "scivolone". Ho letto qualcosina delle tue risposte. Non sei fesso, questo te lo concedo.
Ma per capire Saviano devi andare a Scampia, come ti ha consigliato qualcuno e portarti mutande di ricambio, sempre seguendo il consiglio di cui sopra.
Lascia perdere : Gomorra sarebbe un grande libro anche se Saviano avesse sbagliato tutti i congiuntivi ( e io li ho messi bene i condizionali ? )
Ciao.
Bruno

Riccardo

Auguri per domani, buon compleanno bestia.
Vai a mangiare i pasticcini con Dell'Utri?
Bacio le mani, minghia.

Sempre scomodi

Riccardo

Edo

Non si può dire, caro Serino, che tu non abbia sollevato un autentico polverone. Sono tra i pochi a non aver letto "Gomorra" ma da quel che leggo su Lipperatura e su Nazione Indiana. Mi sembra che abbiano preso "posizione" molto per "partito preso".
Il tuo articolo non mi pareva offensivo anche se particolarmente caustico. Per "par condicio" leggerò Gomorra e mi vedrò Piedone lo sbirro.
Altrimenti c'arrabbiamo.

Bacio le mani Don Serino, a Lei e al clan di Vostra Signoria Dell'Utri. Che magari c'abbisogna di un nuovo stalliere. Non si sa mai. Serve il curriculum vita di qualche morto ammazzato? Ho disponibilità, non Vi preoccupasse. Ci penso io

Ya basta!

Serino!!! Piedone, ma come si fa ? Non ridevo tanto da quando per caso ero incappato in un libro di Mozzi ma tu mi hai sbloccato.. GRAZIE!!!! scrivo un libro su questa storia che dici ? YA BASTA LO SBLOCCATO!!! Oppure lo scrivi tu! YA BASTA L'HO SBLOCCATO! oppure lo scrivo erotico: YA BASTA LO SBOCCATO!

Scherzavo, però ti devo dare atto di una cosa sei coraggioso se uno ti segue da un pò lo capisce perchè GOMORRA non t'ha attizzato.. Bruno mi pari esagerato ma al mondo c'è posto per tutti.

Saluti Serino, in gamba

andrea.nobili

Permettetemi una cosa. Saviano scrive:

"Ma è un libro che genera un fastidio enorme, come un’invasione per gli scrittori, come un tradimento per i saggisti come un insulto per i cronisti. Usando questi ruoli come archetipi: allo scrittore gli metto davanti un armamentario di dati, percentuali, ricerche, infiltrazioni su campo, inizierebbe ad avere febbri da paura per il “sociologismo”, lo schifo per il numero, lo scivolamento per la cronaca (nun sia maje!) al saggista gli strofino sotto il naso la scrittura letteraria che diviene cifra centrale, mescolo un “io” centrale, sensazioni, congetture, facendo inorridire il suo rigore da chimico e la distanza dalla materia che tratta, al cronista gli scippo molte sue categorie senza usare i suoi compiti."

Allora io vorrei ricordare che prima di Saviano molti cronisti, molti romanzieri, molti saggisti hanno documentato, altri continuano a farlo, le connivenze della malavita con l'economia, le lobbye's, la politica, la grande distribuzione. E' come se tutti loro, dopo Gomorra non esistano più: Saviano è l'unico che per il solo fatto di vivere a Scampia e di essersi infiltrato, di aver condotto un inchiesta, è legittimato a parlare di camorra.

Vorrei poi ricordare che l'inferno non è uno solo. La camorra e i suo tentacoli sono solo uno degli inferni. L'esclusiva della dannazione è senz'altro un esclusiva del cazzo e chi pretende che il proprio inferno -vissuto da surviver- sia più inferno di quegli altri... non ha per nulla la mia stima.
Esiste anche l'inferno del civilissimo Nord, della Milano per esempio dove ad un semaforo, se sei donna e neanche necessariamente bella vieni strattonata dietro un cespuglio e stuprata. E' successo a una mia amica e succede tutti i giorni. Esiste poi un inferno per esempio immerso tra il cemento e la nebbia che hanno quasi lo stesso colore: inferno di Lachiarella e Pieve Emanuele per esempio, dove spedizioni di fancazzisti da bar di provincia distruggono la loro vita con una pera attaccata al braccio. Esiste l'inferno di chi è vittima di strozzini legalizzati, società finanziarie, mutui... Di inferni del civilissimo nord non parla mai nessuno. Ma sono meno inferni? Questa gente forse non muore "sparata", ma consiglerei a Saviano di volare basso nel considerare un libro senz'altro interessante come un capolavoro della letteratura mondiale. E gli consiglierei di non farsi troppo Virgilio nella discesa agli inferi.
Mi viene in mente un libro recensito da Serino su queste pagine "Età di Ferro" di Coetzee. Bene, leggete Gomorra e poi leggete quello: capirete perché Coetzee ha meritato il Nobel.

terry

@andrea: comcordo pienamente con te. quasi, ho letto Gomorra e non l'ho trovato così scritto male, ho trovato diverse cose che ignoravo oltre la solita banalità del male sulla camorra. di letto e riletto non nascondo ci sia molto ma lo reputo un buon libro.
certo la recensione di serino era inserita in un contesto preciso che ho poi compreso prendendo il domenicale. lì affiorava ancora più potente il motivo della sua provocazione. era in una pagina dagli intenti filologici che si perdeva nel gossip. credo che serino ironizzasse anche su quella stroncatura professionistica, seriosa e snob di gemma gaetani per fare dell'ironia non solo sui fan di saviano ma anche sui detrattori.

Piritea

Sai, Gian Paolo, oramai sei dentro ai 35..E data la veneranda età, mi sento di augurarti di trovare la forza per frenare l'orrendo impulso che spesso ti ha portato a sottrarre indebitamente insegne coccolate altrui...

Andrea

Ciao Gian, tanti auguri un felice e sereno compleanno.
Ti passo a trovare appena finita Venezia

Andrea

valeria

Questa volta non condivido le tue opinioni. sono convinta che davvero gomorra andrebbe adottato nelle scuole come ha scitto moresco.

valeria

Luca

Ciao caro Gian Paolo, tantissimi auguri di buon compleanno: ho lasciato il cellulare a casa quindi uso il tuo Blog. Eppure a me ne risultavano 34 !? A presto

CLARISSA

GENTILE GIAN PAOLO, HO BISOGNO DI METTERMI IN CONTATTO CON TE PER DELLE DOMANDE CHE DEVO PORGERTI A PROPOSITO DI UN TUO LIBRO. PER GENTILEZZA, PUOI INVIARMI UNA MAIL COSI' DA POTER PARLARE IN PRIVATO? GRAZIE.
C.

andrea.nobili

Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiii. Non lo sapevo ma mi associo!!!

Gian Paolo Serino

Grazie per gli auguri.
Ciao PIRITEA, incredibile vedere qui la Tua presenza. Non me l'aspettavo.Gradita sorpresa!
Continua la tua R-EVOLUTION, mi raccomando.
Che poi allo IED ti regalano anche KULT: solo per questo vale la pena di iscriversi :)
Convinci l'Ape Regina a prenderti una magione. tanto ce la fai, vedrai.
Scommettiamo?

p.s. A proposito di pungiglioni...Non farmi pensare all'insegna Coccolato. il mio istinto da Robin Hood (rubare le insegne per metterle sulla porta di casa) ha colpito ma poi il cor non comanda e l'ho lasciata nella nobile tenuta dei Roncrio dove spero verrà utilizzata come targa ambasciatoriale sul tetto della mercedes con alveari.
Sarebbe bello fare una foto così: l'insegna COCCOLATO (tipo taxi) nel suo spendore dorato, il mercededes imperial retrò e qualcuno dentro coccolato.
Ho visto troppi CSI? MI sa di sì, ma il cielo, lo sai, ormai è SKY!!!

Gian Paolo

p.s.

Francesco

Caro Serino,
non ti conosco ma devo ammettere che oggi mi hai fatto sentire meno solo. "Gomorra" somiglia da vicino ad un altro prodotto campano: la "Ferrarelle", perché ha messo tutti d'accordo, cosa preoccupante nel caso di un libro. Avessi letto mezza critica! Ci fosse stato mezzo giornale ad evitare di recensirlo! Qualcuno lo ha addirittura recensito due o tre volte, sempre spacciandolo per uno scritto apocrifo di chissà quale apostolo di Martin Scorsese. Qualche altro ha detto che se Saviano fosse nato negli Usa avrebbe vinto il "Pulitzer". Aggiungerei che se fosse nato in Vaticano lo avrebbero fatto Papa. Se fosse nato nella Palestina dell'anno Zero... chissà... sarebbe stata una bella gara. Ma si può?
E Saviano che fa in tutto questo? Invece di ringraziare i Santi Numi che lo hanno voluto novello Siddharta in terra campana, in un'intervista si accosta a Pasolini (dico PASOLINI!) in un'altra si dice rammaricato per la superficialità del dibattito nazionale intorno al suo capolavoro!
I misteriosissimi Wu Ming lo elogiano per aver fuso magistralmente finzione e verità, inserendosi nel solco di un'antica tradizione letteraria. In effetti, nulla di nuovo sotto il sole: già gli storici ellenistici fondevano finzione e verità. Ricordi come li sbugiardò Luciano di Samosata nella "Storia Vera"? Bei tempi quelli... Nei primi secoli dell'Era Volgare mica c'erano le sei sorelle dell'editoria (Mondadori, Rcs, Feltrinelli, Messaggerie, Zanichelli e De Agostini) a spartirsi l'universo mondo delle lettere e, di conseguenza, tutti gli spazi mediatici a disposizione!
Caro Serino, ad ogni modo mi complimento con te: la chiave di lettura di "Piedone lo sbirro" è azzeccatissima. Ma il vecchio Bud Spencer, almeno, non aveva pretese intellettualistiche da sbandierare. Non l'ho mai sentito paragonarsi a Pasolini, per esempio, anche se in vecchiaia ha fatto un film diretto da Ermanno Olmi. La camorra la spiegava meglio Enzo Perez, divino mestierante del giornalismo negli anni delle faide tra Nco e Nf. O Giancarlo Siani che, nella sua breve vita, non divenne mai un best seller. Ma che ci vuoi fare?
Mettila così: Saviano era un predestinato. Il successo a volte è scritto nel tuo Dna, nel nome che portano tua madre e tuo padre, nelle di loro frequentazioni, nella longa manus del professore universitario presso il quale ti laurei.
E dire che sul "Venerdì di Repubblica" ho letto che Mondadori ha scoperto Saviano sul web! Già. Quel giorno una stella cometa illuminò il cielo del Vomero ed il leone pascolò con l'agnello...
Non ti conosco di persona, ma ti auguro fortuna. Tanta. Quanto ne meriti per la tua sincerità.

Gian Paolo Serino

Caro Francesco, Ti ringrazio per gli in bocca al lupo. Servono perchè i lupi sono tanti!!!
Quanto a Saviano non posso che concordare con Te.
Aggiungo solo che, anni fa, Nanni Balestrini scrisse un saggio romanzo intitolato SANDOKAN (edito da Meltemi): per due anni ebbe bisogno della scorta perchè il clan del noto boss della Malesia gli aveva fatto capire di non aver gradito il libro.
Sai di qualcuno che l'ha onorato come hanno onorato Saviano? A me non risulta. Per quanto riguarda i meccanismi editoriali tra quelli che regolano il lancio di novità come Saviano e quelle che regnano a Ottaviano non c'è molta differenza.

Gian Paolo Serino

Francesco

Non so se sei campano (come me del resto) e non so se hai avuto in sorte di conoscere Saviano (come me del resto), fatto sta che hai centrato il bersaglio ancora una volta. Qui in Campania molti colleghi hanno rischiato e rischiano la vita per molto meno di un "Gomorra". Pestaggi e auto bruciate sono rituali in voga tra le tribù di queste parti, lo saprai bene. Saviano, invece, se lo vai a stringere, non è affatto saporito come la colatura di alici della Costiera Amalfitana. Anzi, è piuttosto insipido. Se ne potrebbero raccontare su di lui e sulla sua professionalità di "investigatore", sempre che non fosse di cattivo gusto farlo pubblicamente. Chi lo conosce (e non appartiene alla sua tutt'altro che trascurabile schiera di potentissimi groupie) legge i dati sulle vendite di "Gomorra" e si chiede: "Possibile?". Possibile, ahimé. "Porprio lui?". Proprio lui, insomma. Quod Mondadori placet legis vigorem habet. Il battage del suo libro supera persino quello delle barzellette di Totti. A queste condizioni non è difficilissimo diventare best seller, a meno che uno non abbia scritto una ciofeca o non sia aristocraticamente prolisso come Gadda e Landolfi. Ma sforziamoci di essere buoni una volta tanto, come il pensiero comune comanda: sulla scia della tua bella recensione diamo un consiglio a Saviano. Che per il suo secondo successo "Sodoma" (come intitolarlo sennò?) affianchi al suo narratore un piccolo e simpaticissimo bimbo nero come l'Obodo di "Piedone l'africano". Dà un tocco multietnico che fa radical chic e in più getta luce sul razzismo, altro tema per il quale il mondo attende gli illuminanti pronunciamenti del Nostro.

Gian Paolo Serino

Conosco Saviano attraverso solo ciò che ho letto, solo attraverso le pagine del suo libro e il "cam cam" mediatico che ne è conseguito. Attorno a quel libro si è instaurata quasi una sorta di omertà critica molto vicina ai meccanismi camorrostici: impossibile criticarlo, muovere un appunto, cercare di far nascere un dialogo costruttivo. Mi sono imbattuto in un muro come mai prima d'ora m'era accaduto. Attacchi, anche del tutto gratuiti, che ancora non comprendo.

Francesco

Probabilmente è colpa dei potentissimi "groupie" di Saviano cui di sfuggita facevo riferimento in uno dei miei precedenti interventi.

Francesco

Caro Serino,
scusami se torno sulla storia di Saviano, ma dal momento che sul tema ho scritto una mail all'"Espresso" (che quasi sicuramente non sarà pubblicata) e dal momento che in questa mail ti cito, ritengo sia giusto girarti il tutto.
Stammi bene,
Francesco

Gentilissimo direttore,
nell’articolo “Saviano? No, grazie”, a firma dell’ottimo Gianluca Di Feo, a proposito di “Gomorra”, opera prima di Roberto Saviano, si legge: «Il libro edito da Mondadori ora marcia verso le 100 mila copie senza promozione, spinto dalla forza del tam tam dei lettori e dal lancio coraggioso della giuria che gli ha assegnato il premio Viareggio Repaci». Non intendo soffermarmi né sulla qualità del volume in questione, né sulla vicenda delle minacce ricevute dall’autore, nonché vostro collaboratore (cui per altro va la mia solidarietà, se è vero come afferma su “Repubblica” che “Gomorra” gli ha rovinato la vita). Ci tengo però a precisare che il suo libro, sin dal giorno dell’apparizione (primavera 2006), è stato recensito da tutti (ma proprio tutti!) i grandi quotidiani, periodici, programmi televisivi e radiofonici nazionali. Tutti hanno usato termini entusiastici, tranne quel Gian Paolo Serino che, per aver legittimamente scritto sul “Domenicale” una ironicissima stroncatura degna del vecchio Ennio Flaiano, si è trovato il blog invaso da mail di protesta spesso molto violente. Non c’è che dire: sul caso Saviano l’ufficio stampa di Mondadori ha fatto davvero un ottimo lavoro. D’altra parte, chi ha i mezzi per fare rumore è giusto che li usi. Ma dire che “Gomorra” non ha avuto promozione, egregio dottor Di Feo, è una gravissima mistificazione della realtà e oltretutto costituisce una altrettanto grave offesa ai numerosi scrittori pubblicati da piccole case editrici che (certo non sempre per demeriti) non vengono neanche lontanamente sfiorati dalla stampa che conta.
Francesco Prisco

PS. Spero che questa mail non passi sotto silenzio come, secondo l’ottimo Di Feo, è accaduto al libro di Saviano appena uscito. Spero ma non ci credo.

Gian Paolo Serino

Caro Francesco, avevo notato anche io quel passaggio "senza promozione" nell'articolo su L'ESpresso. Vedremo se uscirà la lettera. Per intanto Ti ringrazio molto per avermi citato e non posso che essere lusingato del tuo accostarmi all'ironia del grande Ennio Flaiano.

Gian Paolo

Renzo

Come non essere d'accordo, caro Serino.
Fra un po' verrà dato il Nobel a chi scopre l'acqua calda.
Non che scriva male Saviano, ma scrive cose risapute, che altri prima di lui e con maggior rischio hanno svelato.
Insomma, non comprendo nemmeno io tutte queste lodi sperticate, questa sorta di Savianite acuta che si è impradonita di critici e lettori, una sorta di idolatria che ha tutta l'aria di essere stata accortamente costruita.
Quando leggo dei testi, se li ritengo validi, ne scrivo una recensione, altrimenti non spreco altro del mio tempo e infatti anche nel caso di "Gomorra" ho preferito dedicarmi poi ad altro.

Rodolfo

Frequento Mondragone da 13 anni, non essendo campano, da quando mi sono sposato . Il libro di Saviano è stato per me e per moltoi mondragonesi che conosco, un pugno nello stomaco. Un pugno che non posso paragonare a nessuna critica di nessun critico, roba di carne che trema.

Gian Paolo Serino

Il caso Saviano, come si è dimostrato nel tempo, è complesso: da una parte la Savianite, che tutto pervade e che non ci convince molto facendoci pensare (da sempre) ad un'operazione commerciale.
Dall'altra testimonianze come quelle di Rodolfo che fanno riflettere: con tutto il rispetto, Rodolfo, ma prima del libro di Saviano dove eravate? La carne non tremava lo stesso?

Renzo

Si vede che Mondragone è un'isola felice, dove non arrivano notizie, dove si ignora la realtà circostante.
Ci sono stato anni fa, per un breve periodo, e stranamente la gente non ignorava la camorra. Si vede che successivamente si è dimenticata...

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